Dossier vittimeMediterraneo e Canarie

2024 Mediterraneo – Secondo semestre

Risultano 2.038 i profughi/migranti morti o dispersi nei primi sei mesi del 2024 sulle vie di fuga verso l’Europa: 152 negli itinerari “di terra”, spesso proprio alle porte della fortezza europea, e 1.886 inghiotti dal mare, nel Mediterraneo o nell’Atlantico verso le Canarie. In totale, 564 in meno rispetto alle 2.602 (a terra 104 e in mare 2.498) registrate al 30 giugno dello scorso anno, ma a fronte di un calo di almeno il 40 per cento degli arrivi e tenendo conto che nel “conto di morte” dei primi sei mesi del 2023 è entrata la strage di Pylos, nelle acque greche dello Jonio, con circa 700 vittime. Il rapporto di mortalità rispetto agli arrivi, infatti, resta elevatissimo: 1 migrante morto o disperso ogni 37,4 arrivati sulle tre rotte. La via di fuga più pericolosa si conferma largamente quella verso la Spagna, soprattutto a causa dell’elevatissimo numero di vittime nell’Atlantico, sulla difficile, lunghissima rotta verso le isole Canarie dalle coste dell’Africa occidentale (Marocco, Mauritania, Senegal, Gambia, perfino Guinea): 1.054 vittime a fronte di 24.747, arrivi pari a un indice di un morto ogni 23,5 migranti arrivati. E il dato potrebbe essere molto sottostimato: la Ong Caminando Fronteras, che monitora in particolare le rotte spagnole, nei primi sei mesi di quest’anno segnala infatti 5.054 profughi/migranti scomparsi nel tentativo di raggiungere la Spagna, dei quali oltre 4.500 nell’Atlantico, tenendo conto di decine di “naufragi fantasma” senza superstiti. Segue, per tasso di mortalità, la rotta del Mediterraneo centrale, verso l’Italia e Malta, con 754 vittime: una ogni 34,6 arrivi. Nel Mediterraneo orientale e nell’Egeo, infine, 78 morti o dispersi, con un indice di 1 ogni 223,8 arrivi. E’ il risultato delle crescenti difficoltà e dei rischi sempre più gravi che devono affrontare i disperati che bussano alle porte dell’Unione Europea a causa del moltiplicarsi delle barriere e dei respingimenti voluti dalla “politica migratoria” condotta dalla Ue e dall’Italia, inclusa la “guerra” mossa alle navi umanitarie delle Ong, rimaste le uniche a tentare di assicurare una rete di soccorso in mare. E le prospettive del secondo semestre 2024 non sono migliori. Al contrario.

Libia-Italia (Juddaim, Zawiya), 1 luglio 2024

Il cadavere di un migrante sconosciuto è stato stato avvistato, incastrato tra le rocce di una scogliera, sul litorale del parco di Juddaim, meno di 10 chilometri a est di Zawiya e una quarantina a ovest di Tripoli. Per il recupero è stato necessario intervenire dal mare perché la zona è inaccessibile via terra: se ne è occupata la Mezzaluna Rossa in collaborazione con una squadra del servizio marittimo costiero. Una volta trasferita a riva, la salma è stato trasportata presso l’obitorio del centro ospedaliero locale, a disposizione della magistratura. Lo stato di degrado avanzato induce a credere che l’uomo sia annegato diversi giorni prima del ritrovamento. A partire dalla prima settimana di giugno si tratta del quindicesinmo cadavere trovato nel tratto di costa compreso tra Zawiya e Sabratha.

(Fonte: Migrant Rescue Watch)  

Algeria-Spagna (Tipaza-Benidorm), 1-2 luglio 2024

Tre migranti dispersi su una barca rimasta alla deriva per quasi tre giorni tra l’Algeria e la Penisola Iberica. Il natante, un piccolo scafo in fibra di colore blu con un motore fuoribordo, risulta partito da Tipaza, 70 chilometri a ovest di Algeri, puntando verso le coste dell’Andalusia la notte di sabato 29 giugno. A bordo c’erano 11 giovani algerini. Non se ne è saputo più nulla fino alle 19,40 di lunedì primo luglio, quando, 26 miglia al largo di capo Benidorm, una nave mercantile greca, la Nettune Ethos, avvistati in mare 5 naufraghi tenuti a galla da giubbotti di salvataggio, li ha tratti in salvo e presi a bordo, allertando contemporaneamente i servizi di salvataggio spagnoli. Altri 3 naufraghi sono stati invece recuperati da un elicottero, Helimer 203, del Salvamento Maritimo della base di Alicante e trasferiti in ospedale a Valencia poco dopo le 22. I superstiti hanno subito segnalato che mancavano tre loro compagni, scomparsi in mare nelle ore precedenti, facendo scattare una vasta operazione di ricerca condotta dalla guardamar Polimnia ed altre unità aeree e navali spagnole fino al tramonto del giorno successivo ma che non ha dato esito. Nessuna traccia anche del relitto della barca. I 5 naufraghi salvati dalla Nettune Ethos sono stati sbarcati a Marsiglia, porto di destinazione del cargo.

(Fonte: Ong Comita identificazione migranti morti e dispersi, Salvamento Maritimo, Europa Press) 

Libia-Italia (Sorman, Zawiya), 3 luglio 2024

La Mezzaluna Rossa, su segnalazione della polizia, ha recuperato il cadavere di un migrante sconosciuto trascinato dal mare su un tratto di costa rocciosa a Sorman, quasi 70 chilometri a ovest di Tripoli e una ventina da Zawiya. Dopo un primo esame sul posto, la salma è stata trasferita nell’obitorio dell’ospedale locale a disposizone della magistratura. Nelle settimane precedenti nel tratto di litorale compreso tra Zawiya e Sabratha sono stati recuperati i cadaveri di altri 15 migranti, provenienti verosimilmente da un naufragio fantasma sulla rotta per Lampedusa.

(Fonte: Migrant Rescue Watch) 

Senegal-Mauritania-Spagna (Mbour- Ndiago), 4 luglio 2024

Si contano 148 vittime – 61 dispersi e 87 cadaveri recuperati – nel naufragio di un grosso cayuco sulla rotta tra il Senegal e le Canarie. Soltanto 36 i superstiti. Le prime notizie parlavano di almeno 30 vittime. Il bilancio di morte finale, molto più grave, si deve alle ricerche condotte da tre Ong, che il 4 luglio hanno diffuso un comunicato congiunto: Action pour les Droits Humains e l’Amitie (Adha), Mouvement pour l’Ethique e la Trasparence (Met), Miasmi Senegal. Il barcone era partito da Mbour, un porto peschereccio una ventina di chilometri a sud di Dakar. I 184 migranti a bordo erano in buona parte senegalesi ma parecchi venivano anche dal Gambia e dalla Guinea. Puntavano verso El Hierro o Tenerife, almeno 1.300 chilometri verso nord, una distanza che per un cayuco richiede come minimo 7 giorni di navigazione. La strage è avvenuta dopo i primi 300 chilometri circa, al largo di Ndiago, una piccola città costiera nell’estremo sud ovest della Mauritania, non lontano dalla linea di confine con il Senegal. Stando a quanto ha potuto accertare la Marina della Mauritania, lo scafo si è rovesciato, forse a causa delle condizioni del mare e del sovraccarico, la notte di lunedì primo luglio e per la maggioranza dei migranti a bordo non c’è stato scampo. Nessuno, infatti, si è accorto della tragedia per quasi due giorni, fino a quando, nella giornata di giovedì 4, il mare ha cominciato a restituire i cadaveri. Le motovedette della Guardia Costiera arrivate da Ndiago hanno recuperato alcuni naufraghi ancora in vita mentre decine di corpi si sono spiaggiati su un ampio tratto di litorale. Alla fine, tra quelli riportati a riva dal mare e quelli individuati dalla Guardia Costiera, si sono contati 87 cadaveri. Tutti i supertsiti erano in gravi condizioni ed è stato necessario ricoverarli in ospedale. Tra le vittime senegalesi molte erano proprio di Mbour, il porto da cui è salpato il barcone.

Aggiornamento 5 luglio. E’ cresciuto il numero delle vittime accertate: in totale risultano 161 pari a 89 corpi recuperati e 72 dispersi. Tredici in più dunque delle 148 (87 corpi recuperati e 61 dispersi) di quelle segnalate dalla relazione delle tre Ong che si sono occupate della tragedia. A bordo del cayuco, inoltre, ci sarebbero stati 170 e non 184 migranti ma i superstiti, trovati aggrappati al relitto del barcone, sono appena 9 (inclusa una bambina di di 5 anni) anziché 36. E’ quanto emerge dal rapporto ufficiale del governo di Nouakhott pubblicato dall’agenzia di stampa statale Ami, ripresa poi dai media internazionali. Il naufragio, si legge sempre nella nota dell’agenzia Ami, è avvenuto circa 4 chilometri al largo di Ndiago. Poco prima della pubblicazione informazioni analoghe sono state fornite all’agenzia France Presse da un funzionario governativo.

Aggiornamento 8 luglio. Secondo Le Quotidien il numero dei corpi recuperati è salito a 98, nove in più degli 89 riferiti venerdì 5 luglio dall’agenzia di stampa statale Ami nel primo rapporto ufficiale del governo di Nouakhott.

(Fonte: Dakaractu.com, Anadolu Agency, Msn.com, La Depeche, Ndarinfo.com, Afrinews, La Provincia Canarias. Fonte aggiornamento: Infomigrants, Al Jazeera. Fonte aggiornamento: Le Quotidien)

Senegal-Spagna (El Hierro), 6 luglio 2024

Un giovane migrante subsahariano è morto su un cayuco durante la traversata dalle coste del Senegal alle Canarie. Il barcone, rimasto in mare per diversi giorni, è stato avvistato dalla Guardia Civil nelle prime ore di sabato 6 luglio poche miglia a sud est di El Hierro, l’isola più occidentale dell’arcipelago spagnolo. Una motovedetta si è mossa per eventuali soccorsi ma il natante ha potuto proseguire la navigazione fino ad arrivare al porto di La Restiga poco prima delle 9. Ne sono sbarcati 55 migranti subsahariani, tra cui 10 donne e un bambino. E proprio nelle prime fasi dello sbarco si è scoperto che a bordo c’era anche il cadavere di un ragazzo morto di sfinimento almeno un giorno prima. Molto provati quasi tutti i sopravvissuti, assistiti nel centro medico allestito sulla banchina del porto tranne 5, per i quali è stato necessario il ricovero in ospedale. La salma è stata trasferita nell’obitorio del cimitero.

(Fonte: Canarias Ahora, Helena Maleno Ong Caminando Fronteras, Europa Press)

Tunisia.Italia (Sfax-Lampedusa), 6-7 luglio 2024

Tre dispersi nel naufragio di una barca con a bordo 47 migranti a sud ovest di Lampedusa. Il natante, uno scafo in metallo di sette metri, partito da Sfax tra il 5 e il 6 luglio, ha navigato per più di un giorno verso nord est. La tragedia è avvenuta la sera di sabato 6 in acque internazionali ma a poche decine di miglia dalle Pelagie. I soccorsi sono arrivati da un peschereccio tunisino, che ha recuperato in mare 44 superstiti, avvertendo subito dell’emergenza le autorità italiane e specificando che, secondo le dichiarazioni dei naufraghi, se ne erano persi in mare altri tre. Da Lampedusa si è mossa una motovedetta della Guardia Costiera, la Cp 319 che ha preso a bordo tutti i superstiti, sbarcandoli poi al molo Favarolo: vengono da Gambia, Guinea, Malesia e Senegal. Contemporaneamnete è scattata un’operazione di ricerca dei dispersi che, condotta da unità della Guardia di Finanza, si è protratta fino al mattino di domenica 7 ma senza risultati.

(Fonte: Agrigentonotizie, Agenzia Ansa, La Sicilia, La Repubblica)

Senegal-Spagna (El Hierro), 7 luglio 2024

Una giovane donna subsahariana è arrivata ormai senza vita a El Hierro, nelle Canarie, su un grosso cayuco con altri 146 migranti a bordo (109 uomini, 23 donne e 14 minori di cui 7 non accompagnati) che ha impiegato circa una settimana per la traversata dal Senegal. Il barcone è stato avvistato quando era a pochi chilometri dall’isola, al largo del litorale di El Pinar, sulla costa sud occidentale. Dalla centrale operativa 112 dei servizi di sicurezza è stata fatta scattare l’emergenza per una operazione di soccorso ma il cayuco è riuscito ad arrivare da solo fino al porto di La Restiga, circa 16 chilometri più a sud. Sulla banchina era stato allestito un centro medico della Croce Rossa, che ha prestato le prime cure ai migranti al momento dello sbarco, disponendo per tre di loro il ricovero immediato in ospedale. Gli altri sono stati progressivamente trasferiti nel centro di accoglienza temporanea nel villaggio di San Andres. La salma della donna è stata trasportata nell’obitorio dell’ospedale di Valverde.

Aggiornamento 8 luglio. Le vittime sono salite a 2: alla giovane donna arrivata ormai senza vita a La Restinga si è aggiunto un uomo. Anche lui è deceduto durante la traversata ma della sua morte, non segnalata dai compagni, ci si è accorti solo a più di 24 ore dallo sbarco, quando il suo corpo è stato trovato in fondo allo scafo del cayuco durante l’ultima ispezione e i lavori di pulizia prima di sistemarlo in un deposito del porto. Per il recupero della salma è intervenuta una squadra della Croce Rossa, che l’ha poi trasferita nell’obitorio del cimitero.

Aggiornamento 10 luglio: 9 vittime in totale. Ci sono altre 7 vittime oltre alle due (una donna e un uomo) trovate allo sbarco. In totale, dunque, risultano 9 i migranti morti. E’ quanto è emerso dalle dichiarazioni rese dai superstiti agli operatori del centro accoglienza e alla polizia. Il cayuco, partito da Dakar, è rimasto in mare 12 giorni prima di raggiungere El Hierro. Le scorte d’acqua e di cibo sono finite dopo meno di una settimana e i più deboli hanno cominciato a morire di sete e di stenti. I loro corpi soo stati affidati al mare. L’uomo e la donna trovati dopo lo sbarco sono stati gli ultimi, poco più di un giorno prima dell’arrivo a La Restinga.

Aggiornamento 11 luglio: un’altra vittima. Alle 9 vittime va aggiunto un neonato di appena un mese scomparso. Non se ne è saputo nulla fino a quando la madre, uscita almeno in parte dallo stato di choc per il quale è stata ricoverata nell’ospedale di El Hierro, ha cominciato a cercarlo, pensando probabilmente che fosse anche lui ricoverato. In realtà il bimbo non è mai arrivato a El Hierro: tra i 14 minori sbarcati non ce n’è uno così piccolo.

(Fonte: El Diario, La Provincia, Europa Press, Helena Maleno Ong Caminando Fronteras. Fonte aggiornamenti: Europa Press, El Diario, Efe Canarias, Helena Maleno)

Marocco-Spagna (Ceuta), 7 luglio 2024

Il corpo senza vita di un giovane magrebino, età apparente sui 20 anni, è affiorato in mare a Ceuta, nelle prime ore del mattino, all’altezza della spiaggia del Chorrillo, a sud della penisola del porto. Ad avvistarlo è stato personale del Marsaye, il servizio di sicurezza sulle spiagge, che ha dato l’allarme alla Guardia Civil. Poco dopo una unità dei sommozzatori del Geas ha provveduto al recupero del cadavere, trasferendolo poi nell’obitorio dell’istituto di medicina legale. Il giovane, che si era munito di due braccioli gonfiabili per tenersi a galla, insossava un costume nero, una maglietta rossa e un paio di scarpe da ginnastica. Secondo i primi esami medici è morto poche ore prima di essere trovato, probabilmente durante la notte. A giudicare dal punto del ritrovamento, potrebbe aver tentato di arrivare a Ceuta a nuoto partendo da una spiaggia di Castillejos, al varco del Tarajal, ma tenendo conto di come era vestito e dei braccioli (che sembrano indicare una scarsa esperienza del nuoto) non è da escludere che sia stato portato al largo da una barca dalla quale poi si è calato in acqua nella speranza di poter raggiungere la riva.

(Fonte: El Faro de Ceuta)

Libia-Italia (Zuwara-Lampedusa), 7 luglio 2024

Tre dispersi in un gruppo di 47 migranti su una barca naufragata mentre stava approdando a Lampoedusa. Il natante, partito venerdì 5 luglio da Zuwara, ha navigato per due giorni fino ad arrivare, non visto, sulla costa meridionale di Lampedusa, all’altezza della spiaggia di Cala Galera. Mentre stava accostando per lo sbarco il mare molto mosso, con onde alte più di un metro, l’ha spinta contro uno scoglio. L’urto l’ha fatta rovesciare. Solo 44 dei migranti a bordo ce l’hanno fatta a raggiungere la riva, dove sono stati rintracciati dai carabinieri e da personale della Capitaneria di Porto. Tutti hanno subito riferito che mancavano 3 dei loro compagni, trascinati via dal mare.

Aggiornamento 10 luglio. Uno dei corpi è stato individuato e recuperato mercoledì 10 luglio nella zona della Tabaccara (pochi chilometri più a ovest del punto del naufragio) da una motovedetta della Guardia Costiera, la Cp 324, che lo ha poi sbarcato sul molo Favarolo per trasferirlo nell’obitorio del cimitero. Si tratta di uno dei numerosi giovani egiziani che erano sulla barca insieme a profughi siriani, pakistani e bengalesi.

(Fonte: Sergio Scandura Radio Radicale, Repubblica)

Algeria (Sahara area di Balqabour, Illizi), 6-8 luglio 2024

Almeno 19 migranti sono morti di sete e di stenti dopo essersi persi nel Sahara tra la Libia e l’Algeria. Erano partiti dalla Libia su un pick-up Toyota martedì 2 luglio. Da quel momento non se ne è saputo più nulla fino a quando, nella giornata di sabato 6, i corpi di 14 del gruppo sono stati trovati dall’associazione Relief Search an Rescue in territorio algerino, nell’area di Balqabour, nei pressi di Illizi, pochi chilometri dalla linea di frontiera con la Libia. Due sono algerini, gli altri 12 profughi siriani, tra i quali un bambino di 10 anni, un ragazzo di 16 e gli altri, tutti uomini, adulti di età variabile tra poco più di 20 e 55 anni, identificati grazie ai documenti trovati tra gli abiti. Secondo l’ambasciata siriana di Algeri altre 5 persone risultano disperse. “Le ricerche sono ancora in corso”, ha dichiarato lunedì 8 all’agenzia France Presse Bassen Farroukh, il funzionario siriano che si occupa dell’immigrazione irregolare presso l’ambasciata ad Algeri, incolpando le autorità libiche di aver espulso i migranti, costringendoli “a fuggire verso l’Algeria”. E, tenendo conto della situazione che si è creata in Libia, ha aggiunto: “Vedremo altri siriani abbandonare la Libia allo stesso modo verso l’Algeria e temo che dovremo prepararci ad altri disastri”. Le salme recuperate sono state trasferite presso l’obitorio di Illizi. Il quotidiano online Nan.Media riferisce che poco lontano è stato trovato anche il pick-up Toyota con accanto il cadavere dell’autista algerino e altre 2vittime, un algerino e un siriano. Lo stesso quotidiano scrive che, secondo altre fonti, tra morti e dispersi le vittime sarebbero in tutto 26.

(Fonte: Arab News, Nan Media, Middle East Monitor, Libya Review, Anadolu Agency, Trt Afrika, Refugees in Libya, Infomigrants)

Turchia-Grecia (Cesme-Chios), 9 luglio 2024

Otto profughi sono annegati in un naufragio nell’Egeo, tra la costa turca di Cesme, provincia di Izmir, e l’isola greca di Chios. Altri 19 sono stati tratti in salvo. L’allarme è stato lanciato nelle prime ore del mattino da un peschereccio turco che, avvistati numerosi naufraghi al largo di Cesme, nelle acque territoriali della Turchia, ha subito allertato la Guardia Costiera e iniziato a prestare i soccorsi. Per le operazioni di salvataggio sono stati mobilitate da Cesme e da Izmir due motovedette e un elicottero, che hanno recuperato 18 naufraghi e 7 cadaveri. Nel frattempo uno dei naufraghi era stato tratto in salvo e preso a bordo dal peschereccio. Le ricerche del profugo che risultava disperso si sono protratte fino alla prima serata, quando una delle motovedette ne ha avvistato e recuperato il corpo ormai senza vita. Secondo la Ong Alarm Phone tutto lascia pensare che si tratti della barca con 27 migranti che, arrivata tra domenica 7 e lunedì 8 in prossimità della piccola isola greca di Inousses, di fronte a Chios, aveva chiesto aiuto segnalando tra l’altro che stava sopraggiungendo una unità della polizia da Chios. Da quel momento la Ong ha perso i contatti mentre le autorità greche, a loro volta contattate ripetutamente, hanno sempre risposto di non avere alcun tipo di informazioni su quella barca. Il sospetto è allora che la barca sia stata respinta con tutti i 27 migranti e abbandonata nelle acque turche dove poi, alcune ore più tardi, è avvenuto il naufragio. Alarm Phone ricorda, in proposito, la recente inchiesta della Bbc che ha svelato una lunga serie di respingimenti operati in mare dalla Guardia Costiera greca, con oltre 40 vittime.

(Fonte: Alarm Phone, Hurriyet Daily News, Al Arabiya)

Marocco-Spagna (Castillejos-Ceuta), 9 luglio 2024

Altri 2 giovani harraga sono scompoarsi cercando diraggiungere Ceuta a nuoto. Si tratta di due casi distinti, avvenuti in momenti diversi. Rawabah Masoud, 29 anni, algerino, ha tentato l’impresa mercoledì 3 luglio, prendendo il largo dalla spiaggia di Al Riffin, nell’area di Castillejos, insieme a un amico. I due si sono persi di vista, anche a causa della fitta nebbia che copriva la zona e da quel momento di Rawabah non si è saputo più nulla. Secondo quanto hanno riferito alcuni conoscenti, indossava una muta di neoprene corta, si era munito della camera d’aria di un pneumatico per tenersi a galla più facilmente e custodiva i suoi documenti e il cellulare in una busta impermeabile. Una volta arrivato a Ceuta avrebbe dovuto telefonare ma non si è mai messo in contatto e, di contro, il suo numero risulta irraggiungibile o fuori servizio. Dopo averlo cercato invano, alcuni degli amici ne hanno segnalato la scomparsa. Neanche l’amico che era con lui ha saputo fornire indicazioni. Il secondo ragazzo di cui si è persa traccia è un marocchino diciassettenne, Omar Chajal, originario di Bab Taza, una città del Rif, nella provincia di Chefchaouen, 120 chilometri a sud di Ceuta. Secondo quanto hanno riferito i familiari se ne è andato da casa nella prima metà di giugno, insieme ad altri ragazzi minorenni, con l’intenzione di superare via mare la frontiera del Tarajal. Non si sa, però, chi siano gli amici che erano con lui, quando esattamente abbia tentato l’impresa e cosa indossasse per la traversata: l’unica cosa certa è che aveva l’intenzione di aggirare la scogliera frangiflutti posta lungo la linea di confine. Dopo averlo cercato invano sia a Ceuta che in Marocco, a distanza di quasi un mese dagli ultimi contatti, i familiari ne hanno denunciato la scomparsa.

(Fonte: El Faro de Ceuta)

Senegal-Spagna (El Hierro), 10 luglio 2024

Due migranti sono morti a bordo di un cayuco arrivato nelle prime ore del mattino a El Hierro, l’isola più occidentale delle Canarie. A bordo c’erano altri 53 migranti di varie nazionalità subsahariane. Il barcone, partito dalle coste del Senegal, è rimasto in mare per diversi giorni, fino a raggiungere le acque dell’arcipelago spagnolo. Ad avvistarlo, al largo della costa di El Pinar, nella parte sud occidentale dell’isola, è stato un peschereccio che ha allertato il servizio di sicurezza 112. Dall’isola si è mossa per incontrarlo la salvamar Adhara ma il cayuco ha potuto raggiungere da solo il porto di La Restinga, dove nel frattempo era stato mobilitato il servizio di assistenza della Croce Rossa. Al momento delle sbarco si è scoperto che c’erano anche due migranti morti. Le salme sono state trasferite nell’obitorio del cimitero di Valverde. Per due dei superstiti è stato necessario il ricovero in ospedale per gravi sintomi di disidratazione e ipotermia. Gli altri sono stati avviati al centro di accoglienza temporanea.

(Fonte: Europa Press, El Diario, Helena Maleno Ong Caminando Fronteras)

Marocco-Spagna (Ceuta), 10 luglio 2024

Il cadavere di un migrante maghrebino, età apparente 30-35 anni, è affiorato in mare a Ceuta a sud della penisola di Santa Catalina. Segnalato alla Guardia Civil, è stato recuperato verso le 9,30 da una unità del gruppo sommozzatori (Geas), che lo ha sbarcato sul molo della sua base operativa, accanto al porto dei pescatori, facendolo poi trasferire nell’obitorio dell’istituto di medicina legale per l’autopsia e per reperire eventuali elementi utili per l’identificazione. A giudicare dai primi esami medici la morte non dovrebbe risalire a non molto tempo prima del ritrovamento della salma.

Aggiornamento 12 luglio: identificata la vittima. Si chiamava Abdelhanin, veniva da Castillejos ed aveva 44 anni l’uomo trovato senza vita in mare a Santa Catalina. Si è giunti all’identificazione grazie a un cellulare trovato tra gli abiti. A Ceuta lo conoscevano in molti. Prima della chiusura della frontiera lavorava come pittore edile transfrontaliero nell’enclave spagnola. Dopo il blocco ha cercato più volte di rientrare per continuare il suo lavoro. Secondo la polizia ci ha riprovato la notte tra il 9 e il 10 luglio: probabilmente una barca lo ha portato fino a poche decine di metri dalla riva. L’ultimo tratto doveva farlo a nuoto ma non ce l’ha fatta a raggiungere la spiaggia. Venerdì 12 la salma è stata consegnata alla famiglia.

(Fonte: El Faro de Ceuta. Fonte aggiornamento: El Faro de Ceuta)

Libia (Gialo, Cirenaica), 10 luglio 2024

Un morto e 4 feriti su un pick-up carico di migranti chadiani e sudanesi che si è capottato nel deserto nei pressi dell’oasi di Gialo (Jalu) in Cirenaica, un centro di circa 4 mila abitanti oltre 400 chilometri a sud di Bengasi. L’automezzo procedeva verso nord, in direzione della costa mediterranea del golfo della Sirte, distante più di 250 chilometri, seguendo una strada collegata alle piste che arrivano dall’oasi di Kufra, 580 chilometri più a sud, snodo dei “trasporti” di migranti che entrano in Libia dal Sudan. Non è da escludere, dunque, che il pick-up sia partito da qui e che dovesse fare sosta proprio a Gialo dove, dopo l’incidente, la polizia ha scoperto una fattoria con un deposito di carburante e fermato 8 migranti arrivati da poco. Quando gli agenti sono arrivati sul posto dell’incidente, accanto al pick-up rovesciato al margine della carreggiata c’erano solo 5 migranti feriti. Quello più grave è morto poco dopo. Gli altri sono stati trasferiti al centro medico di Gialo.

(Fonte: Migrant Rescue Watch)   

Mauritania-Spagna (Tenerife), 11 luglio 2024

Un giovane subsahariano è morto su un cayuco arrivato nelle prime ore di giovedì 11 luglio a Tenerife dalla Mauritania con a bordo altri 79 migranti, tra cui due donne e undici minori (6 bambini, 4 bambine e un neonato). Il barcone ha navigato in pieno Atlantico per almeno una settimana. E’ stato avvistato solo quando era ormai meno di un chilometro al largo di playa de La Vistas, sulla costa sud occidentale dell’isola. Per intercettarlo è uscita in mare una motovedetta della Guardia Civil, che lo ha poi rimorchiato fino al porto di Los Cristianos. La scoperta che c’era una vittima si è avuta al momento dello sbarco. La salma è stata trasferita nell’obitorio del cimitero dell’isola. I supertsiti sono stati assistiti dalla Croce Rossa.

(Fonte: El Diario, Canarias7, Europa Press, Helena Maleno Caminando Fronteras)

Marocco-Spagna (Castillejos-Ceuta), 11 luglio 2024

Un giovane marocchino di Castillejos – Badriddine Mjida, 24 anni, studente universitario – è scomparso in mare tentando raggiungere Ceuta a nuoto. La famiglia non sapeva nulla della sua intenzione di emigrare nell’enclave spagnola e da qui eventualmente nella Penisola Iberica: ne è venuta a conoscenza solo dopo la scomparsa, informata dagli amici con cui Badriddine si era confidato. Si sa per certo che ha tentato l’impresa partendo dalla spiaggia di Rifiyeen, oltre 4 chilometri a sud di Castillejos e almeno una decina dalla linea di frontiera. Le sue tracce si perdono intorno alle quattordici di venerdì 5 luglio. Non è noto nemmeno se fosse da solo o con un compagno. L’allarme per la sua scomparsa è stato dato da alcuni degli amici con i quali avrebbe dovuto mettersi in contatto una volta arrivato a Ceuta. Le ricerche condotte nei giorni successivi sia in Marocco che a Ceuta non hanno dato esito. Da qui la decisione dei familiari di rivolgere un appello attraverso la redazione di El Faro, fornendo anche una serie di foto per facilitare eventualmente il riconoscimento.

(Fonte: El Faro de Ceuta)

Libia-Italia (Mellitah, Sabratha), 12 luglio 2024

Il cadavere di un migrante sconosciuto è affiorato sul litorale di Mellitah, vicino al complesso degli impianti petroliferi, 25 chilometri a est di Sabratha e 120 da Tripoli. Recuperato sulla battigia da una squadra della Mezzaluna Rossa, è stato trasferito nell’obiutorio dell’ospedale di Sabratha. A giudicare dallo stato di conservazione è rimasto a lungo in acqua. Non ci sono dubbi che si tratti di un migrante annegato in un naufragio sulla rotta per Lampedusa.

(Fonte: Migrant Rescue Watch)

Libia-Italia (Al Hamidija, Tajoura), 13 luglio 2024

Su segnalaizone della polizia, agenti della Libyan Coast Security hanno recuperato i cadaveri di 3 migranti subsahariani sul litorale di Al Hamidija, 20 chilometri circa a est di Tripoli, nella municipalità Tajoura. I corpi erano stati trascinati dal mare, a breve distanza l’uno dall’altro, in un tratto di costa mista di sabbia e rocce. Dopo le prime ispezioni sul posto, un’ambulanza del pronto soccorso li ha trasferiti nell’obitorio dell’ospedale di Tajoura a disposizioone dell’autorità giudiziaria. Non sono emersi elementi per arrivare all’identificazione. Sembra l’indiizo del naufragio di un’altra barca di migranti sulla rotta tra la Libia e Lampedusa.

(Fonte: Migrant Rescue Watch)

Libano-Cipro (Famagosta e Larnaca), 14 luglio 2024

Sulla costa settentrionale di Cipro, nell’area tra Famagosta e Larnaca, sono affiorati i cadaveri di tre migranti, probabilmente siriani. L’ultimo dei tre, appartenente a una donna e in avanzato stato di decomposizione, era accanto agli scogli della spiaggia di Silver, ad Ammochostou, poco più di 10 chilometri a sud di Famagosta. Per il recupero è intervenuta una pattuglia della polizia turco-cipriota, con personale della Mezzaluna Rossa. In occasione di questo ritrovamento è emerso che in precedenza, circa una settimana prima, era stato recuperato un altro cadavere sulla spiaggia di Finikoudes, nei pressi di Larnaca, circa 30 chilometri a sud est, in territorio di Cipro Sud. Risale ad ancora prima, infine, il rinvenimento del cadavere trascinato dal mare nella zoan di Sotira, sempre nel distretto di Famagosta, a pochi chilometri da Ammochostou. Si ritiene che si tratti di profughi siriani fuggiti dal Libano e annegati nel tentativo di arrivare a Cipro. Una serie di ritrovamenti analoghi si è avuta sull’isola nella seconda metà del mese di gennaio.

(Fonte: Cyprus Mail)

Marocco-Spagna (Castillejos-Ceuta), 14 luglio 2024

Un ragazzo marocchino di Castillejos, Zakaria Tanyaoui, appena sedicenne, è scomparso in mare nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto. Ha lasciato la sua casa, nel quartiere di Kondissa, nelle prime ore di sabato 13 luglio insieme ad alcuni coetanei dello stesso quartiere, decisi come lui ad arrivare via mare in territorio spagnolo aggirando la barriera frangiflutti del Tarajal, quasi tutti all’insaputa delle famiglie. Dopo aver preso il largo dal versante marocchino della spiaggia del Tarajal, gli amici hanno desistito, rientrando a riva in Marocco. Zakaria ha deciso di proseguire e da quel momento se ne sono perse le tracce. Appena a terra gli amici hanno avvertito la sua famiglia, facendo scattare le ricerche ma Zakaria non risulta né arrivato a Ceuta né tornato a Castillejos. Senza esito anche la battuta condotta in mare per ritrovarlo. Dopo averne denunciato la scomparsa, domenica 14 i genitori hanno lanciato un appello attraverso la redazione del quotidiano El Faro di Ceuta, ma senza risultati.

(Fonte: El Faro de Ceuta