Osservatorio NDM Roma Tre
Osservatorio NDM Roma Tre

L’accesso alla cosiddetta “Fortezza Europa” costituisce oggi una delle esperienze più emblematiche del modo in cui l’Europa contemporanea governa la mobilità umana attraverso dispositivi di controllo, contenimento ed esclusione. Tale esperienza, inscritta in un quadro geopolitico profondamente asimmetrico, può essere interpretata mediante la categoria della necropolitica (Mbembe, 2019), che rappresenta una delle chiavi teoriche più rilevanti del pensiero critico attuale. La necropolitica consente infatti di analizzare come il potere politico, economico e militare definisca i confini della vita e della morte attraverso pratiche di sorveglianza, di razzializzazione e di violenza istituzionale, producendo spazi sociali in cui intere popolazioni vengono rese sacrificabili.

Nei contesti migratori, tale paradigma si traduce in un sistema articolato di controllo delle frontiere, di esternalizzazione dei confini, di accordi internazionali asimmetrici e di pratiche securitarie che, pur dichiarandosi finalizzate alla gestione dei flussi migratori, finiscono per generare “mondi della morte”, ossia condizioni di vita precarie e disumanizzanti. Le persone in fuga da guerre, persecuzioni, instabilità economica, disastri ambientali o da forme strutturali di violenza si trovano così esposte a pericoli estremi lungo le rotte terrestri e marittime, spesso imprevedibili e in continua evoluzione, e successivamente a ulteriori ostacoli burocratici, sociali e culturali anche dopo l’arrivo nei Paesi europei.
Il progetto proposto nasce dalla volontà congiunta del Comitato Nuovi Desaparecidos e del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre di approfondire tali fenomeni attraverso una prospettiva interdisciplinare e critica. Esso si articola in un percorso di studio, analisi e riflessione collettiva che combina strumenti storici, letterari, giuridici, sociopolitici e pedagogici. In particolare, sono previsti incontri seminariali e il PCTO con le scuole secondarie di secondo grado, dedicati alla ricostruzione delle traiettorie migratorie, dei movimenti geopolitici e delle esperienze esistenziali delle/dei migranti, con l’obiettivo di promuovere una comprensione complessa delle politiche migratorie e di stimolare partecipazione, consapevolezza critica e impegno civile.
L’iniziativa intende inoltre interrogare il ruolo dell’educazione, sia formale sia non formale, nella decostruzione delle narrazioni egemoniche e nel contrasto alle logiche di dominio che alimentano razzismo, esclusione e disumanizzazione. In tal senso, la pedagogia interculturale e la pedagogia critica rappresentano strumenti fondamentali per costruire pratiche educative orientate alla giustizia sociale, alla valorizzazione delle esperienze delle persone migranti e alla promozione di un’educazione trasformativa capace di incidere sulle strutture sociali e istituzionali.
Obiettivi didatticoformativi
- Analizzare criticamente la relazione tra necropolitica e politiche europee di gestione delle frontiere, interrogando le forme attraverso cui gli Stati e l’Unione Europea definiscono chi può vivere, transitare o appartenere agli spazi politici dell’Occidente.
- Contestualizzare le crisi umanitarie globali che generano migrazioni forzate, con particolare attenzione agli intrecci tra diseguaglianze economiche, postcolonialità, conflitti armati, crisi climatiche e violazioni dei diritti fondamentali.
- Esaminare le risposte italiane e internazionali ai fenomeni migratori, distinguendo approcci securitari, umanitari e inclusivi, e valutandone gli effetti concreti sulle vite delle persone in movimento.
- Indagare il contributo della pedagogia interculturale nella costruzione di percorsi educativi capaci di contrastare stereotipi, narrazioni xenofobe e forme di razzializzazione istituzionale.
- Valorizzare i paradigmi della memoria, legati alle storie individuali e collettive delle/dei migranti, come strumenti pedagogici fondamentali per riconoscere le responsabilità storiche e promuovere consapevolezza critica.
- Decostruire le logiche di dominio (razzismo, esclusione, necropolitica) attraverso pratiche educative partecipative, riflessive e socialmente orientate.
- Promuovere consapevolezza e responsabilità nelle agenzie educative impegnate nell’accoglienza e nell’alfabetizzazione linguistica e culturale delle persone migranti, incoraggiando approcci nonviolenti, inclusivi e decoloniali.
- Integrare dimensione politica ed educativa, riconoscendo che la trasformazione sociale richiede un’educazione capace di sviluppare pensiero critico, agency e forme di cittadinanza attiva.
- Progettare un modello educativo interculturale, flessibile, plurale e orientato alla giustizia sociale, che riconosca la dignità e la complessità delle esperienze delle/dei migranti e ne valorizzi il ruolo come soggetti di conoscenza.
Associazioni coinvolte
Il progetto collabora, inoltre, con realtà impegnate nella tutela dei diritti umani e nella denuncia delle violenze alle frontiere, tra cui:
- Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo
- Progetto Diritti
- Collettivo Primocontatto
- Baobab Experience
- Mani Rosse Antirazziste Presidio del giovedì di Enrico Calamai (sul tema del “migranticidio”)
- Tempi Moderni aps
Obiettivi generali del programma
- Promuovere una pedagogia della memoria e della giustizia sociale, attraverso attività didattiche, seminariali e laboratoriali sulle migrazioni forzate, le sparizioni e le violazioni dei diritti umani.
- Sostenere la ricerca interdisciplinare su necropolitica, frontiera, desaparición contemporanea e responsabilità istituzionali, incoraggiando studi, tesi e pubblicazioni.
- Favorire il coinvolgimento attivo di studentesse, studenti e docenti in percorsi di educazione civica, service learning, PCTO e tirocini collegati alle attività del Comitato.
- Costruire spazi di dialogo interculturale, valorizzando i saperi delle comunità migranti e promuovendo pratiche educative antirazziste.
- Diffondere pubblicamente testimonianze, dossier e materiali del Comitato, contribuendo a una coscienza collettiva vigile e sensibile contro indifferenza, discriminazioni e impunità.
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