UN MURO NEL CUORE DELL’EUROPA:LE VITTIME A CALAIS DAL 2014 A OGGI

cropped-image1.jpg

 

 

Chilometri di cemento e filo spinato tra la Bulgaria e la Turchia o alla frontiera greco-turca, sul fiume Evros, così come intorno alle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, in Marocco, oppure, più di recente, tra l’Ungheria e la Serbia. Ma non sono sorti solo ai confini europei questi muri: c’è una barriera pressoché insormontabile anche nel cuore stesso dell’Europa, a Calais, tra la Francia e il regno Unito. Una barriera militarizzata, voluta soprattutto da Londra, fatta di controlli di polizia stringenti, pattugliamenti continui, recinzioni, blocchi, respingimenti e che, tra non molto, sarà rinforzata da un altro muro di cemento e filo spinato nel tratto finale dell’autostrada che conduce al tunnel della Manica: milioni di sterline di spesa, per “proteggere” i Tir dai migranti che cercano di salire in corsa, di nascosto. E anche questa barriera, come tutte le altre, produce morte e sofferenza. Decine di vittime ogni anno. Nella quasi totale indifferenza.

Vittime dal gennaio 2014 a oggi: 85

La cronaca anno per anno

 

Anno 2019, morti: 2

14 ottobre. Naufragio nella Manica: annegano 2 giovani curdo-iracheni

I corpi senza vita di due giovani migranti sono stati trascinati dal mare sulla spiaggia di La Touque, nel dipartimento del Passo di Calais, Alta Francia. La scoperta è stata fatta nelle prime ore del matttino. Dai documenti trovati sui cadaveri si è potuto stabilire che le vittime sono profughi curdo iracheni, il primo di 17 e l’altro di 22 anni. Si è subito ipotizzato che siano morti in un naufragio, nel tentativo di raggiungere la costa inglese, al di là della Manica. La conferma è venuta dal ritrovamento successivo, lungo la stessa spiaggia, del relitto di un gommone Zodiac. Le dimensioni del canotto fanno pensare che a bordo fossero in più di due, sicché è verosimile che ci sia anche un numero imprecisato di dispersi. E’ la prima volta che a La Touque affiorano i cadaveri di profughi annegati nella Manica. Nel corso dell’anno, secondo quanto riferisce la stampa locale, ci sono state però almeno altre quattro partenze di gommoni carichi di migranti. Tre tetativi sono stati bloccati dalla polizia di frontiera francese o inglese durante la navigazione: il primo il 25 febbraio (9 persone); poi la notte fra il 9 e il 10 luglio (12 persone) e il 22 agosto (31 migranti, tra cui un bimbo di pochi mesi, su due battelli). Un tentativo riuscito si è registrato il 31 maggio, quando un battello trafugato alla base nautica di Touque è stato trovato su una spiaggia inglese, dove era arrivato la notte precedente con un numero  imprecisato di migranti. La Border Police britannica lunedì, quando sono stati scoperti i due cadaveri a La Touque, ha comunicato che un altro gommone con 9 persone era stato intercettato verso le 9 in acque inglesi. La Bbc, infine, ha riferito che dall’inzio dell’anno fino al 30 settembre hanno attraversato la Manica dalla Francia circa 1.300 migranti irregolari.

(Fonti: Liberation, La Voix du Nord, siti web Alarm Phone e Calais Migrants Solidarity)  .

 

Anno 2018, morti: 13

9 gennaio. Migrante trovato morto sull’autostrada vicino a Marck

Il corpo senza vita di un giovane migrante africano è stato trovato nelle prime ore del giorno al margine dell’autostrada A-16, vicino a Marck, un comune della provincia di Pas de Calais, non lontano da Calais. Era sul bordo della carreggiata della corsia che conduce verso Dunkerque. Come è accaduto altre volte in passato, secondo la polizia il ragazzo potrebbe essere caduto da un Tir, dove si era nascosto per cercare di passare il Canale della Manica e arrivare clandestinamente in Inghilterra attraverso l’eurotunnel ferroviario o su un ferry. Lo stesso Tir oppure un altro automezzo in transito lo avrebbe poi travolto, gettandolo nella scarpata accanto alla corsia. Resta da stabilire se l’autista non si sia accordo di nulla o se invece, dopo l’incidente, sia fuggito senza fermarsi a prestare i soccorsi. Il giovane non è stato identificato: è la prima vittima del 2018 a Calais.

(Fonte: Liberation e Le Monde)

30 gennaio. Etiope travolto e ucciso sull’autostrada

Adero, un giovane oromo fuggito dall’Etiopia è stato investito e ucciso da un’auto mentre cercava di sfuggire alla polizia di frontiera nei pressi di Jabbeke, una piccola città delle Fiandre occidentali, non lontano dal confine con la Francia. Il ragazzo, sorpreso da una pattuglia al margine dell’autostrada E-40, che conduce verso Calais, ha tentato di sottrarsi ai controlli e all’eventuale fermo scappando e attraversando lee carreggiate, inseguito dagli agenti. Nella concitazione non si è accorto o non ha tenuto conto delle auto che stavano arrivando: una lo ha travolto in piena velocità procurandogli lesioni mortali: ha cessato di vivere pochi minuti dopo, mentre cercavano di prestargli i primi soccorsi.

(Fonte: Deaths at the Calais Border)

17 marzo. Profugo afghano ucciso a pugnalate

Ejaz Khan, un profugo afghano di 25 anni, è stato trovato ucciso a pugnalate nei pressi di Calais. Secondo quanto si è potuto stabilire, viveva da tempo in uno dei campi spontanei per migranti della zona. Non sono note le circostanze dell’aggressione in cui lo hanno assassinato

(Fonte: Deaths at the Calais Border)

22 marzo. Algerino travolto e ucciso da due auto

Un migrante algerino di 22 anni è stato travolto e ucciso lungo la strada che conduce al porto di Zeebruges, nel distretto di Bruges in Belgio, uno dei punti d’imbarco alternativi a Calais per i rifugiati che cercano di raggiungere l’Inghilterra, aggirando l’embargo. Secondo quanto ha potuto ricostruire la polizia, avrebbe cercato di attraversare l’autostrada per raggiungere la zona portuale, venendo investito prima da un’auto e subito dopo da un’altra.

(Fonte: Deaths at the Calai Border)

28 marzo. Ragazzo eritreo muore per le ferite riportate in un incidente stradale

Un ragazzo eritreo di appena 16 anni muore per le lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto cinque giorni prima nei pressi di Calais. Il ragazzo era stato investito il 22 marzo lungo l’autostrada 16, nei pressi dello svincolo che conduce al porto e alla zona d’imbarco dell’Eurotunnel. Soccorso e trasferito all’ospedale di Calais,  era apparso subito in condizioni critiche. Cinque giorni dopo è spirato.

(Fonte: Deaths at the Calais Border)

17 maggio. Bimba di due anni muore dopo l’evacuazione del campo profughi

Mawda, una bimba kurda di appena due anni, è morta poche ore dopo che la sua famiglia è stata evacuata dal campo profughi improvvisato dove aveva trovato rifugio, in località Grande Synthe, alle porte di Dunkerque, diventato in pochi anni una delle più grandi basi dei migranti in attesa di trovare un imbarco per l’Inghilterra. Lo sgombero ha suscitato proteste e disordini. Non è chiaro se la morte della piccola sia ricollegabile direttamente agli scontri. I genitori, dopo l’evacuazione, hanno varcato i vicini confini con il Belgio ed è in Belgio, appunto, che la piccina ha cessato di vivere.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

11 giugno. Migrante travolto e ucciso sull’autostrada 16

Un giovane migrante è stato travolto e ucciso lungo l’autostrada 16, nei pressi dell’abitato di Loon Plage. Stava presumibilmente cercando di raggiungere uno dei punti d’imbarco per l’Inghilterra a Calais o a Dunkerque. Non è noto come sia arrivato sull’A-16. Probabilmente veniva da uno dei campi per migranti improvvisati della zona del Passo di Calais.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

12 giugno. Suicida un giovane profugo ghanese

Un profugo di appena 19 anni, in fuga dal Ghana, si è ucciso nel villaggio di Croiselles, nella zona del passo di Calais, vicino ad Arras, dove era arriva to da tempo per cercare il modo di passare la Manica ed arrivare in Inghilterra. Sembra che abbia fatto diversi tentativi di imbarcarsi: ogni volta sarebbe stato bloccato e respinto dalla polizia.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

19 giugno. Migrante muore sotto un bus

Un migrante di 19 anni è stato travolto e ucciso dal bus di turisti sotto al quale si era nascosto per cercare di passare il canale della Manica. Nessuno inizialmente si è accorto che era aggrappato al pianale. Durante il viaggio deve aver perso la presa ed è scivolato a terra, finendo sotto il treno di ruote posteriore del pullman. E’ stato soccorso e trasportato a Bruxelles, dove è morto la notte tra il 18 e il 19 giugno.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border) 

2 ottobre. Cadavere di un migrante nelle acque del porto di Calais

Il corpo senza vita di un migrante affiora nelle acque del porto di Calais. Recuperato e portato a riva dalla polizia, negli abiti non sono stati trovati documenti. Dovrebbe trattarsi di un giovane dato per disperso dal 23 settembre. E’ probabile che sia annegato mentre cercava di raggiungere a nuoto uno dei traghetti in partenza per Dover o altri porti dell’Inghilterra.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

9 ottobre. Profugo suicida in un centro di detenzione

Gebre Mariam, un profugo eritreo, si è tolto la vita nel centro di detenzione di Vottem, nei pressi di Herstat, nelle province vallone del Belgio. Il giovane nei giorni precedenti era stato bloccato mentre cercava di raggiungere la costa della Manica per provare a imbarcarsi o a trovareilmodo di salire su uno dei treni dell’Eurotunnel diretti nel Regno Unito.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

18 novembre. Profugo schiacciato da un bus all’uscita dell’Eurotunnel

Un rifugiato subsahariano muore all’uscita dell’Eurotunnel al terminal di Folkstone, in Inghilterra. Il giovane era riuscito a nascondersi sotto il mezzo prima dell’imbarco a Calais, eludendo i controlli portuali. Ha fatto tutto il viaggio sul pianale del vagone del treno-navetta e, arrivato a Folkstone, è tornato ad aggrapparsi al pullman, prima dello sbarco. Il bus si stava ancora muovendo all’interno del terminal quando lui ha perso la presa ed è caduto tra le ruote, che lo hanno travolto.

(Fonte: Dossier Death at the Calais Border)

 

Anno 2017, morti: 8

21 gennaio. Profugo etiopico ucciso da un Tir sull’autostrada

Un ragazzo etiopico è stato travolto e ucciso da un Tir, a Calais, sull’autostrada A16, all’altezza dello svincolo che conduce al porto. Aveva soltanto vent’anni e, a quanto pare, era arrivato alcuni giorni prima, unendosi ai gruppi di migranti che, anche dopo lo sgombero della “jungla” sulle dune, continuano ad arrivare nella zona per cercare il modo di passare la Manica e raggiungere l’Inghilterra o attraverso l’Eurotunnel o imbarcandosi come clandestini su un ferry. Non sono chiare le circostanze dell’incidente: alcuni testimoni hanno dichiarato di averne visto solo la fase finale, quando il corpo è rotolato sotto le ruote. Sembra comunque che il giovane profugo, verso le 8 del mattino, abbia tentato di saltare sul Tir che, procedendo sulla corsia Calais-Dunkerque, aveva rallentato per imboccare l’uscita e dirigersi verso l’area portuale. La morte è stata istantanea.

(Fonte: La Vois du Nord)

11 marzo. Afghano muore saltando da un autocarro

Un giovane profugo afghano resta ucciso saltando da un autocarro vicino allo svincolo dell’autostrada che conduce al porto di Calais. Il ragazzo intendeva probabilmente raggiungere la zona dell’imbarco per cercare di prendere di nascosto un traghetto o uno dei treni dell’Eurotunnel. Scendendo dal camion in corsa è caduto e deve aver sbattuto la testa, restando esanime al suolo. E’ morto poco dopo, prima che potessero trasferirlo in un ospedale.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border) 

2 maggio. Migrante folgorato dall’alta tensione

Un giovane migrante muore folgorato dall’alta tensione sul tetto di un treno in partenza per l’Eurotunnel di Calais dalla Gare du Nord di Parigi. Il ragazzo, eludendo la sorveglianza del personale di servizio, si era arrampicato su uno dei vagoni contando di raggiungere nascosto Calais e poi di passare in Inghilterra. Forse si è aggrappato al pantografo per reggersi. Sta id fatto che quando il treno è partito è stato raggiunto da una forte scarica che lo ha ucciso.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

31 maggio. Suicida un giovane migrante vietnamita

Un giovane migrante vietnamita, Kim Le, si uccide nell’ospedale presso Calais dove era stato ricoverato. Il ragazzo era da tempo nel campo di tende e capanne spontaneo sorto nei pressi di Angres, una baraccopoli che ospita numerosi migranti in attesa di trovare l’opportunità di attraversare di nascosto la Manica. Malato e sfinito per le condizioni di vita nell’attendamento, era stato affidato da alcuni volontari alle cure del più vicino ospedale, dove ha deciso di farla finita.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

22 luglio. Sudanese muore cercando di salire su un bus in corsa

Un adolesce sudanese, Omar, di 17 anni, è morto nel tentativo di salire su un bus  in corsa. E’ accaduto nei pressi di Calais sull’autostrada 16 che conduce a Bruxelles. Non sono ben note le circostanze dell’incidente: si sa solo che ha cercato di aggr apparsi ma è stato travolto dal pullman. finendo sotto le ruote.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

3 agosto. Eritreo travolto e ucciso sull’autostrada

Fisha, un profugo eritreo di 22 anni, resta ucciso sull’autostrada, travoltoi da diverse auto in transito. Arrivato nei pressi di Calais sulla A-16 nascosto in un van, nei pressi dello svincolo per il porto è saltato a terra, sulla carreggiata, contando evidentemente di raggiungere la zona degli imbarchi. Un’auto in transito lo ha investito e subito dopo il suo corpo è stato travolto da altre macchine. E’ morto all’istante. Indosso aveva i documenti che hanno permesso di identificarlo.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

21-22 dicembre. Profugo afghano trovato morto sullo svincolo del porto

Nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, il corpo senza vita di un giovanissimo profugo è stato trovato al margine della massicciata dello svincolo che dall’autostrada A16 conduce all’area portuale di Calais. Secondo quanto ha potuto stabilire la polizia, veniva dall’Afghanistan e non doveva avere più di 15/16 anni. A giudicare dal tipo di ferite, deve essere stato ucciso un Tir o un camion rimasti sconosciuti. E’ verosimile, cioè, che il ragazzo sia stato investito mentre camminava al margine della strada o nel tentativo di saltare in corsa su un mezzo pesante diretto verso il porto o l’area dell’Eurotunnel. L’autista si è dileguato: non è stato possibile stabilire se sia fuggito per sottrarsi alle responsabilità o se abbia proseguito la corsa perché non si è accorto di nulla. L’incidente è stato scoperto solo più tardi, verso le 23,30. Il Procuratore della Repubblica, Pascal Marconville, ha fatto ispezionare tutti i veicoli in attesa di un imbarco per l’Inghilterra, ma su nessuno sono state trovate tracce riconducibili all’incidente mortale. C’è da pensare allora che il ragazzo sia stato travolto e ucciso diverse ore prima della scoperta del cadavere.

(Fonte: La Vois du Nord)

28-29 dicembre. Profugo schiacciato dal rimorchio di un Tir

Un profugo afghano è rimasto schiacciato dal rimorchio di un Tir che si era ribaltato dopo essere uscito di strada. E’ accaduto sull’autostrada A-26, quasi all’altezza di Nortkerque, sulla corsia di marcia che conduce da Calais a Reims. Secondo la polizia, nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, l’uomo, sui 30 anni, deve essersi nascosto sul Tir, parcheggiato in un’area di sosta a servizio del porto. Pensava evidentemente che il mezzo, appartenente a una società di trasporto polacca, fosse in attesa di imbarco per il Regno Unito e contava di poter eludere in questo modo i controlli per attraversare la Manica. In realtà, il mezzo era sbarcato poche ore prima da un ferry proveniente dall’Inghilterra. L’autista, un giovane polacco, si era fermato per una sosta di riposo e la mattina, dopo le 6, ha ripreso il viaggio, imboccando l’autostrada A-26 che conduce verso l’interno. Dopo qualche chilometro, il profugo nascosto nel rimorchio si è accorto dell’errore, è uscito da sotto il tendone e si è sporto fuori per cercare di attirare l’attenzione del camionista. Colto di sorpresa, questi ha frenato e sterzato bruscamente, perdendo il controllo del Tir, che ha sbandato e si è rovesciato sul canale di scolo accanto alla carreggiata. Il migrante afghano non ha fatto in tempo a saltare via per mettersi in salvo: il rimorchio lo ha travolto e schiacciato. Il suo corpo è stato trovato dopo che il mezzo è stato rimosso dai vigili del fuoco. E’ il terzo incidente che vede coinvolti giovani profughi, in sette giorni, sulle autostrada intorno a Calais. Dopo quello mortale del 22 dicembre se ne è verificato un altro il giorno 24, sulla A-.16, all’altezza dell’area di servizio di Grande Synthe. Sulla corsia di marcia che dal Belgio conduce verso la Francia, due giovani iracheni sono stati travolti da un’auto che ha poi proseguito la corsa, senza fermarsi per i soccorsi. Uno è rimasto quasi illeso, l’altro è stato trasportato all’ospedale di Dunkerque in condizioni disperate. La polizia ha rintracciato alcuni testimoni che sarebbero riusciti a rilevare almeno in parte la targa della vettura “pirata”.

(Fonte: La Vois du Nord).

NOTE

1 – Un’altra vittima. Un altro incidente mortale sulle autostrade intorno a Calais è legato alla presenza di migranti che cercano di imbarcarsi clandestinamente per il Regno Unito. Ne è rimasto vittima, il 20 giugno 2017, un autista polacco. Alla guida di un camion, alle 3,45 del mattino, l’uomo stava percorrendo l’A-16 verso Calais. All’altezza di Guemps, circa 10 chilometri prima dello svincolo per il porto, ha dovuto sterzare bruscamente verso la corsia di sinistra per evitare una barriera in legno in fiamme, ma si è trovato davanti subito dopo il tronco di un piccolo albero, che ha schiacciato nonostante la frenata. A quel punto sono venuti fuori alcuni uomini che, con fare minaccioso, qualcuno armato di un bastone, mostravano di voler salire e nascondersi sul suo mezzo per raggiungere il porto e tentare la traversata della Manica clandestinamente. Lui ha innescato la retromarcia per cercare di fuggire, ma è sopraggiunto un grosso Tir che ha tamponato violentemente il suo camion che stava retrocedendo e lo ha ucciso all’interno della cabina di guida. (Fonte: La Vois du Nord)

 

Anno 2016, morti: 17

10 febbraio. Afghano trovato morto nella baia di Calais

Un giovane profugo afghano viene trovato morto nella baia di Calais, poco lontano dal porto. La sua scomparsa era stata segnalata nei giorni precedenti da alcuni amici che vivevano con lui nella “jungla” di capanne e alloggi di fortuna sorta alle porte della città. La polizia lo considerava disperso. Non è escluso che abbia tentayo di raggiungere a nuoto uno dei traghetti diretti in Inghilterra e sia morto annegato.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

2 marzo. Trovato morto in una tenda

Un profugo muore nella tenda di fortuna dove alloggiava nella jungla di Calais. A trovare il corpo e a dare l’allarme sono stati altri profughi alloggiati come lui in rifugi improvvisati. E’ probabile che la morte sia stata provocata dal freddo e dai disagi delle condizioni di vita nell’enorme baraccopoli.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

31 marzo. Profugo afghano travolto e ucciso da un tir

Un giovane profugo fuggito dall’Afghanistan viene travolto e ucciso da un tir sull’autostrada A-16, alle porte di Calais. Probabilmente stava raggiungendo a piedi l’area di servizio dell’Eurotunnel dalla baraccopoli della “giungla”, per cercare di saltare su uno dei tir in procinto di essere caricati sulla navetta ferroviaria, approfittando del buio della notte. Aveva 22 anni.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

1 aprile. Profugo muore sotto al camion dove era nascosto

Un profugo muore poco dopo essere arrivato in Inghilterra, passando il confine nascosto su un tir. Veniva dal campo di Grande Synthe, nella giungla di Calais, ed era riuscito a saltare sul tir probabilmente all’altezza o nei pressi dell’area di servizio dell’Eurotunnel. Si era nascosto sotto il veicolo, aggrappato all’assale, ed è riuscito a percorrere tutto il tunnel sotto la Manica ed a superare anche i controlli in Inghilterra. Poco dopo lo sbarco, però, il tir ha avuto un grave incidente e l’uomo è rimasto incastrato tra le ruote, morendo poco dopo per le ferite.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

9 maggio. Muore sull’autostrada vicino al porto di Calais

Un profugo pachistano è rimasto ucciso in un incidente sull’autostrada che conduce al porto di Calais. Era quasi arrivato all’area di servizio, dove sostano i tir in attesa di essere imbarcati sulle navette ferroviarie quando è stato travolto da un’auto. E’ morto poco dopo per le ferite.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

29 maggio. Travolto e ucciso da un tir

Un profugo resta ucciso sull’autostrada di Calais. Ignota la sua identità: si è potuto stabilire solo che era afghano. L’incidente è avvenuto nei pressi dell’area di servizio portuale. L’uomo è stato investito da un tir in transito. Probabilmente l’autista non lo ha visto camminare o fermo al margine della carreggiata a causa dell’oscurità. E’ morto sul colpo.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

4 luglio. Travolto e ucciso sull’autostrada

Trovato nei pressi di uno svincolo dell’autostrada il corpo senza vita di un profugo. Non si è riusciti a stabilire né l’identità precisa della vittima, né le circostanze esatte e le cause dell’incidente in cui l’uomo è rimasto ucciso. Presumibilmente si tratta di un caso simile a numerosi altri in quel tratto di autostrada: il giovane deve essere stato investito mentre cercava di raggiungere l’area di servizio portuale riservata ai camion in attesa di essere caricati sulle navette ferroviarie.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

12 luglio. Giovane eritrea uccisa da un tir

Una giovane eritrea è rimasta vittima di un incidente sull’autostrada di Calais mentre cercava di raggiungere l’area di servizio riservata ai camion diretti in Inghilterra. Travolta da un tir, è morta quasi all’istante per le ferite. Appare evidente che volesse tentare di salire su uno degli autocarri in partenza.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

18/20 luglio. Profugo trovato morto in autostrada

Trovato lungo la carreggiata dell’autostrada 16, nei pressi di Calais, il corpo senza vita di un giovane. Secondo la polizia si tratta di un profugo rimasto vittima di un incidente mentre attraversava la strada o caduto dal tir dove era salito di nascosto per cercare di raggiungere l’Inghilterra. Indosso non aveva documenti e non sono stati trovati né testimoni né persone che lo conoscessero, anche se magari solo di vista. Non è stato così possibile stabilirne la nazionalità né tantomeno l’identità.

(Fonte: Rfi online, edizione del 26 luglio)

25/26 luglio. Etiope ucciso in una rissa

Un profugo fuggito dall’Etiopia è rimasto ucciso in una grossa rissa scoppiata nell’enorme baraccopoli sorta nei pressi di Calais tra un gruppo di sudanesi, eritrei ed etiopi ed un gruppo di afghani. Negli scontri altri sei profughi sono rimasti feriti, alcuni anche in modo grave. Non è escluso che la causa vada ricercata in contrasti sorti tra le diverse etnie nella “gestione” della giungla di baracche e tende improvvisate, dove vivono migliaia di migranti in attesa di trovare il modo di  salire su uno dei camion diretti nel Regno Unito attraverso l’Eurotunnel.

(Fonte: Rfi online)

27 luglio. Sudanese investito e ucciso sull’autostrada

Un giovane profugo sudanese viene trovato morto sul ciglio dell’autostrada 16, nei pressi dello svincolo che conduce al porto di Calais. Ignote le circostanze dell’incidente. Si presume che, durante la notte, sia stato investito da un camion o comunque da un grosso automezzo il cui conducente ha proseguito la corsa, forse senza neanche essersi accorto di averlo travolto.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

23/24 agosto. Sudanese muore in una rissa, almeno 15 feriti

Un morto e numerosi feriti in una gigantesca rissa scoppiata nei pressi della giungla di Calais tra profughi sudanesi ed afghani, durante la notte tra il 23 e il 24 agosto. La vittima è un giovane sudanese e sudanesi sono anche buona parte dei feriti. Gli scontri sono cominciati nella zona compresa tra il campo e l’autostrada A-16, dove ogni notte si ammassano centinaia di migranti che sperano di poter saltare, senza essere visti, su uno dei Tir diretti in Inghilterra. Anche in passato ci sono state risse di questo genere, scatenate probabilmente, da questioni di “rivalità e concorrenza” nella corsa ai camion sui quali nascondersi. Mai tuttavia gli scontri hanno assunto le proporzioni e la violenza di questa. La polizia e i vigili del fuoco accorsi sul posto hanno contato almeno quindici feriti rimasti quasi esanimi sul terreno. Tra loro, il sudanese morto poi in ospedale due ore dopo il ricovero: aveva trent’anni.

I servizi di vigilanza sono stati rinforzati dalla gendarmeria per prevenire gli “assalti” ai tir in transito. Mobilitati anche i pompieri, perché spesso vengono incendiati i bordi dell’autostrada per costringere i camion a rallentare a causa del fumo. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, tuttavia, vengono segnalati ogni notte dai cinque ai venti tentativi di salire sui Tir in transito verso la zona d’imbarco sulle navette ferroviarie.

(Fonte Breibart e Associated Press)

16 settembre. Quattordicenne afghano schiacciato da un tir1

Un quattordicenne afgano, Raheemullah Oryakhel, resta schiacciato dal Tir sul quale stava cercando di saltare e nascondersi, nei pressi dell’Eurotunnel di Calais, per passare il confine francese  e raggiungere l’Inghilterra, dove vive da tempo il fratello maggiore. Le circostanze e la dinamica sono le stesse di numerose altre tragedie analoghe accadute nei pressi dell’area di servizio riservata ai camion e  lungo l’autostrada A-16 che conduce ai posti di imbarco sulle navette ferroviarie. Il ragazzino ha tentato l’avventura insieme a un cugino diciassettenne. Sul Tir in transito, diretto verso il tunnel della Manica, era salito per primo proprio quest’ultimo, con l’intento di aiutare poi il cugino minore a salire a sua volta sul mezzo in movimento. Quando Raheemullah ha tentato il salto, però, probabilmente gli è sfuggita la presa ed è scivolato, finendo sotto le ruote.

La particolarità della nuova tragedia sta nella giovanissima età della vittima, la più giovane mai registrata finora a Calais e, soprattutto, nel fatto che il quattordicenne aveva fatto la richiesta di ricongiungimento familiare con il fratello, contando – come prevedono i regolamenti – che proprio in considerazione della sua giovanissima età la domanda sarebbe stata accolta. Ha aspettato per mesi una risposta, vivendo nella jungla di Calais (dove tutti lo ricordano come un ragazzino gentile e disponibile) e poi, frustrato dalla mancanza di qualsiasi notizia, ha deciso di sfidare la sorte con un ingresso clandestino, come fanno ogni notte decine di profughi. Una decisione che gli è stata fatale. Proprio mentre Londra ha stanziato milioni di sterline per innalzare un muro di cemento e filo spinato lungo l’autostrada, in territorio francese, rendendo ancora più difficile e rischiosa la fuga dei profughi.

Si tratta – hanno riferito i giornali e diverse Ong francesi e inglesi – della tredicesima vittima a Calais dall’inizio dell’anno. Il terzo minorenne.

(Fonte: The Guardian, Daily Mail)

24 settembre. Migrante ucciso da un treno vicino al porto di Calais

Un migrante viene in vestito e ucciso da un treno mentre tenta di attraversa la ferrovia vicino allo svincolo che conduce verso il porto e l’ingresso dell’Eurotunnel. E’ probabile che stesse cercando di salire e nascondersi sul convoglio per raggiungere l’Inghilterra e che sia scivolato sotto le ruote del vagone al quale si eras aggrappato, eludendo la sorveglianza.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border) 

9 ottobre. Eritreo investito e ucciso da un’auto

Un giovane profugo eritreo resta ucciso sull’autostrada 16 finendo sotto le ruote di un’auto in transito. Sembra che stesse cercando di attraversare la carreggiata nei pressi dello svincolo che conduce al porto di Calais. Il conducente si sarebbe accorto di lui solo all’ultimo momento, senza riuscire ad evitare di investirlo.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

14 ottobre. Migrante muore dopo essere stato investito da un treno

Un migrante muore poco dopo essere stato investito da un treno-navetta per merci e Tir. L’incidente è avvenuto vicino allo scalo di Loon Plage, un piccolo centro non lontano da Calais dove passa la ferrovia che conduce al porto e all’Eurotunnel. E’ probabile che stesse cercando di salire su un vagone del convoglio in corsa per passare di nascosto la frontiera e arrivare in Inghilterra: deve aver perso la presa ed essere scivolato sotto le ruote. Quando lo hanno soccorso era ormai in fin di vita.

(Fonte: Dossier Deaths at the Calais Border)

18 ottobre. Sudanese muore dopo un pestaggio in un attendamento

Un profugo sudanese di 26 anni, Mohammad Omar, muore in seguito alle gravi ferite riportate in un pestaggio ad opera di un gruppo di trafficanti. L’aggressione è avvenuta nel campo di tende e baracche spontaneo di Norrent Fontes, uno dei ricoveri di fortuna dove si rifugiano i migranti in attesa di trovare l’occasione per tentare di passare in Inghilterra. Potrebbe essersi trattato di una sorta di “punizione” perché avrebbe tentato di opporsi alle imposizioni del clan criminale. Per certi versi, un “monito” per gli altri migranti del campo.

(Fonte: Dossier Death at the Calais Border)

NOTE

1 – I media e varie Ong francesi ed inglesi sono concordi nell’asserire che il quattordicenne afghano morto il 16 settembre è la tredicesima vittima a Calais dall’inizio del 2016. Il terzo minorenne. Il primo di questi tre è la ragazzina eritrea uccisa da un tir in luglio; delle circostanze della morte del secondo (identità, provenienza, luogo, dinamica) i media non fanno cenno e anche il dossier Nuovi Desaparecidos, fino a questa tragedia, non lo ha registrato. Vista la generale concordia nell’asserire  che dal primo gennaio al 16 settembre ci sono state  13 vittime (tra cui 3 minorenni), si è ritenuto di tenerne conto, pur in mancanza di particolari sull’episodio.

 

Anno 2015, morti: 26

29 luglio: 14 morti da febbraio

Diversi giornali (in particolare Liberation con numerosi servizi) riferiscono che da febbraio alla fine di luglio 13 profughi sono morti nel tentativo di salire su un tir o su una navetta ferroviaria dell’Eurotunnel. Le vittime salgono a 14 tenendo conto anche di un ragazzo rimasto ucciso alla Gare du Nord a Parigi. A parte un caso registrato nel mese di febbraio, gli incidenti mortali si concentrano nei mesi di giugno e luglio.

– 14 febbraio. Un giovane etiopico viene trovato morto tra le dune vicino a Calais. Sul corpo non ci sono tracce di violenza. Il referto del medico legale parla di “cause naturali”. E’ probabile che sia morto di freddo e di stenti. Si chiamava Wubeshet, veniva dall’Etiopia e aveva 26 anni.

– 1 giugno. Un giovane profugo viene investito da un’auto e muore sul colpo mentre cerca di attraversare l’autostrada di Calais insieme ad altri uomini. I suoi compagni dicono di non conoscerne l’identità: sono solo che aveva circa 23 anni e veniva dall’Etiopia.

– 26 giugno. Un giovane profugo etiopico muore nei pressi dell’Eurotunnel mentre salendo su un treno in corsa: riesce a raggiungere una navetta ma perde l’equilibrio e viene proiettato per la velocità contro un pilone in cemento, rimanendo ucciso sul colpo. Si chiamava Getenet, aveva 26 anni.

– 29 giugno. Una giovane eritrea, Zebiba, 23 anni, muore falciata da un’auto, la notte tra il 29 e il 30 giugno, mentre cerca di attraversare l’autostrada tra Calais e Marck.

– 4 luglio. Samir, un bimbo eritreo, muore poco dopo essere venuto al mondo: non aveva ancora un giorno di vita. La mamma, una ragazza di vent’anni, era scivolata accidentalmente dal camion con cui sperava di raggiungere l’Inghilterra: la caduta non le aveva provocato ferite gravi ma è stata la causa di un parto prematuro (22 settimane) che è risultato fatale al neonato.

– 7 luglio. Un uomo viene ritrovato morto su una navetta dal personale di sorveglianza, durante l’ispezione di un  treno che sta per imboccare l’Eurotunnel. Si chiamava Abd El Majed, 45 anni, sudanese. Stando ai documenti ritrovati, era padre di due figli piccoli rimasti in Sudan.

– 13/14 luglio. Un sudanese resta ucciso mentre cerca di entrare nell’Eurotunnel per raggiungere l’Inghilterra.

– 17 luglio. Mohammad, un pachistano di 23 anni, resta fulminato dall’alta tensione toccando accidentalmente un cavo elettrico nei pressi dell’ingresso dell’Eurotunnel. Quello stesso giorno altri 3 migranti restano gravemente feriti in circostanze analoghe, quasi nello stesso punto.

– 19 luglio. Un ragazzo eritreo di 17 anni, Houmed, annega nel bacino di sicurezza del tunnel, destinato a raccogliere l’acqua piovana. Non è chiaro se il giovane vi sia caduto accidentalmente o se abbia cercato di attraversarlo a nuoto per raggiungere la ferrovia. Sta di fatto che non è più stato in grado di uscire perché il bacino, profondo quattro metri e quasi sempre colmo, non ha sponde accessibile ma è circondato da un muro. La sua morte viene scoperta quando una pattuglia del personale di sicurezza trova il corpo senza vita durante un’ispezione di controllo.

– 23 luglio. Ahmed Osman, un ragazzo eritreo di 17 anni, viene investito e stritolato da un camion inglese al terminal britannico di Folkeston, mentre cerca di scendere dal treno, dopo essere riuscito ad attraversare senza intoppi l’Eurotunnel.

– 23 luglio. Un sedicenne egiziano muore folgorato dall’alta tensione alla Gare du Nord, a Parigi, mentre cerca di saltare sull’Euro Star diretto a Londra attraverso il tunnel della Manica.

– 24 luglio. Una giovane profuga eritrea viene investita e uccisa sull’autostrada A-16, vicino a Calais, mentre cerca di raggiungere a piedi l’Eurotunnel. Si chiamava Ganet, aveva 23 anni.

– 28 luglio. Un profugo pakistano muore in seguito a un incidente nel tunnel. Ignote le circostanze precise. Il corpo viene trovato dal personale di servizio. Si chiamava Sadik, avewva 30 anni.

– 29 luglio. Un sudanese di 23 anni, Saleh, muore schiacciato da un tir in uscita da una delle navette dell’Eurotunnel. Secondo la polizia stava cercando di salire e nascondersi su un camion per poter attraversare la galleria sotto la Manica. Nessuno sul momento si accorge dell’incidente. Il corpo viene trovato più tardi da personale che gestisce l’Eurotunnel e dai vigili del fuoco. Non è chiaro se il giovane abbia effettuato il suo tentativo da solo o con altri migranti. La notte successiva, almeno 1.500 migranti assaltano il terminal dell’Eurotunnel nella speranza di trovare il modo di raggiungere l’Inghilterra.

Negli ultimi cinque mesi dell’anno, da agosto a dicembre, secondo il rapporto del Calais Migrant Solidarity, si registrano altre dieci vittime, due in più di quanto riferito dalle cronache dei principali giornali. Di seguito una breve cronaca dei singoli casi. 

15 settembre. Annega un migrante marocchino a Calais

Un giovane migrante marocchino annega nel tentativo di raggiungere a nuoto il ferry per l’Inghilterra, alla fonda nel porto di Calais, per salirvi a bordo di nascosto. Il suo corpo privo di vita viene ritrovato cinque giorni dopo, il 20 settembre, a Gravelines, anche in seguito alle ricerche scattate su segnalazione di alcuni compagni che erano a conoscenza della sua intenzione di nascondersi sul ferry e che lo avevano perso di vista. E’ probabile che per sfuggire alla sorveglianza il giovane si sia gettato in acqua verso l’imboccatura del porto, pensando di poter raggiungere poi la parte più interna ma il mare mosso e le forti correnti ne hanno vinto le forze. Si chiamava Hichan e aveva 22 anni.

Insieme con Hichan aveva tentato di raggiungere a nuoto il traghetto anche un amico, recuperato qualche ora dopo e ricoverato in ospedale in stato di semi-incoscienza per una forte ipotermia

(Fonte: Liberation, Nord Litoral, rapporto Calais Migrant)

17 settembre. Profugo siriano folgorato

Un giovane migrante siriano – Eyas, di 23 anni – muore folgorato dall’alta tensione, nei pressi dell’imbocco del tunnel ferroviario, mentre cerca di salire in corsa su un treno merci diretto in Inghilterra. Nel tentativo di saltare su una navetta deve aver accidentalmente toccato un cavo elettrico. Nessuno, sul momento, si accorge del nuovo incidente. Il corpo viene trovato poco dopo dal personale dell’Eurotunnel.

(Fonte: Liberation, Repubblica e Globalist).

24 settembre. Sudanese investito e ucciso da un treno

Un giovane sudanese – Adam, di 22 anni – muore travolto da un treno proveniente dall’Inghilterra all’imbocco francese dell’Eurotunnel. Stando a quanto accertato dal personale di servizio, dopo essere riuscito ad eludere la sorveglianza allo scalo di Calais, il ragazzo aveva raggiunto l’ingresso del tunnel e stava cercando di entrare per poi salire di nascosto su un treno diretto a Folkeston.

(Fonte: Liberation).

29 settembre. Iracheno schiacciato dal rimorchio di un camion

Un giovane profugo iracheno – Omar, di 20 anni – muore schiacciato dal rimorchio di un camion. L’incidente avviene verso le 7,30 del mattino durante le operazioni di carico, nell’area di servizio dell’interporto, in direzione dell’autostrada A-16 per Calais. Presumibilmente il giovane stava cercando di nascondersi tra il carico del camion, per poter poi salire di nascosto sul treno-navetta dell’Eurotunnell diretto in Inghilterra. Il personale si è subito accorto dell’incidente ed ha cercato di prestare soccorso ma il giovane è morto all’istante.

(Fonte: Liberation e Nord Litoral)

30 settembre. Giovane eritreo travolto da un treno

Un giovane eritreo viene travolto e ucciso da un treno, durante la notte tra il 30 settembre e il primo ottobre, all’imbocco di Calais dell’Eurotunnel. Si chiamava Berihu ed aveva 23 anni. Ad investirlo è stato probabilmente lo stesso treno su cui voleva cercare di salire per raggiungere l’Inghilterra. Il suo corpo viene trovato qualche ora più tardi, ormai esanime, sulla banchina di servizio del tunnel.

(Fonte: Liberation e Nord Litoral).

15 ottobre. Profuga siriana uccisa sull’autostrada A-16

Una giovane profuga siriana – Nawal, di 26 anni – muore dopo essere stata investita, verso le 21,30, sull’autostrada A-16, nei pressi di Calais, a breve distanza dall’area di servizio del tunnel della Manica, che sperava di poter raggiungere a piedi con il favore del buio, insieme al figlio, un bambino di 9 anni. I soccorsi arrivano quasi subito perché a breve distanza si trova il centro operativo antincendio dell’Eurotunnel: la donna viene portata in ospedale a Calais ma muore durante la notte. Il figlio, che teneva per mano quando è stato investito, non ha riportato ferite gravi.

(Fonte: Liberation e Nord Litoral)

15/16 ottobre. Profugo travolto da un treno nell’Eurotunnel a Calais

Un giovanissimo immigrato afgano – Nasratullah, di appena 16 anni – viene travolto da un treno merci proveniente dalla Gran Bretagna. Inizialmente non si riesce a identificare la vittima perché – spiegano i vigili del fuoco francesi – “il corpo è stato trascinato per oltre 400 metri”. Solo qualche ora più tardi vengono trovati alcuni documenti che appartenevano al ragazzo. La notizia viene riferita da Le Monde e da Le Matin online e ripresa in Italia dall’agenzia Ansa.

(Fonte: Le Monde, Liberation, Agenzia Ansa)

26 ottobre. Travolto e ucciso vicino al tunnel

Un’auto travolge un gruppo di quattro giovani profughi, due siriani e due palestinesi, nei pressi dell’Eurotunnel. Uno resta ucciso. Gli altri, feriti, vengono ricoverati in ospedale. Non sono chiare le circostanze dell’incidente: è probabile che i quattro percorressero a piedi l’autostrada con l’intenzione di saltare su uno dei camion diretti in Inghilterra.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)  

2 dicembre. Eritreo travolto e ucciso sull’autostrada

Un giovane profugo eritreo viene travolto e ucciso da una macchina, durante la notte, sull’autostrada di Calais. L’ipotesi più accreditata è che stesse cercando di attraversare o che camminasse lungo una delle corsie per cercare di raggiungere l’area di servizio dell’Eurotunnel e di salire poi di nascosto su uno dei tir diretti in Inghilterra.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity).

3 dicembre. Sudanese ucciso da un’auto vicino all’Eurotunnel

Un minorenne sudanese muore nei pressi dell’Eurotunnel dopo essere stato investito da un’auto sull’autostrada. Sembra la “replica” dell’incidente che la notte precedente ha provocato la morte di un ragazzo eritreo, quasi nello stesso punto dell’autostrada, vicino allo svincolo che porta all’area di servizio del tunnel della Manica.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity).

8 dicembre. Pugnalato nella “jungla” di Calais

Un sudanese venticinquenne muore per una pugnalata nella “jungla” di Calais, l’enorme accampamento spontaneo sorto ai margini della città che ospita migliaia di profughi e migranti in attesa di trovare il sistema per raggiungere l’Inghilterra attraverso l’Eurotunnel. Ignote le circostanze precise dell’omicidio.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity) 

28 dicembre. Iraniano muore su un tir diretto all’Eurotunnel

Un profugo iraniano muore in un incidente sull’autostrada A-16 a bordo di un tir diretto verso l’Eurotunnel. Nel tentativo di raggiungere l’Inghilterra, il giovane era salito di nascosto, insieme a due compagni, anch’essi iraniani, sul piano di carico del semirimorchio dell’automezzo, che poco dopo ha imboccato l’A-16 in direzione del Belgio. Durante il viaggio, temendo che il tir non stesse andando verso Calais, ha sollevato il telone di copertura sul lato destro e si è sporto per controllare il senso di marcia ma ha urtato violentemente la testa contro il pilone di un cavalcavia, restando ucciso sul colpo. I due compagni hanno tirato il corpo all’interno del semirimorchio. Il trambusto ha richiamato l’attenzione del camionista, che si è fermati alla prima stazione di servizio per controllare il piano di carico, scoprendo così quello che era accaduto ed informando subito la polizia. I due compagni del ragazzo morto sono stati trattenuti per gli accertamenti di legge sull’incidente.

(Fonte: La Voix du Nord, El Diario Es.).

 

Anno 2014, morti: 20

Gennaio 2015.

Human Rights Watch

Human Rights Watch pubblica un rapporto sulla pesante situazione dei profughi bloccati a Calais in attesa di riuscire a imbarcarsi su un traghetto di linea o una nave qualsiasi oppure di attraversare in qualche modo l’Eurotunnel per raggiungere l’Inghilterra. Il dossier sottolinea in particolare le violenze e i maltrattamenti della polizia francese e le condizioni disperate dei quattro grossi accampamenti di fortuna dove vivono circa 2.300 migranti, uomini e donne. Un quadro analogo traccia l’Unhcr, che parala di “condizioni totalmente inaccettabili per gli standard di una società democratica” e di “situazione vergognosa nel cuore della Ue”.

Le vittime. Non mancano le vittime. Secondo varie associazioni locali – riferisce La Repubblica – nel corso del 2014 ci sono stati 14/15 morti nel tentativo di passare la Manica. In particolare vengono citati due casi:

–  21  ottobre. Nitsuh, una ragazza etiope appena sedicenne, che si faceva chiamare Sara, muore investita da un’auto mentre attraversa l’autostrada A 16, all’altezza di Marck, per cercare un camion su cui tentare di salire.

– 24/28 ottobre. Mohammad Ali Douda, trentottenne sudanese, in fuga dal Darfur, salta da un ponte su un camion, con l’intento di tagliare il telone e nascondersi all’interno, ma scivola a terra e resta gravemente ferito. Muore quattro giorni dopo in ospedale.

Calais Migrant Solidarity

Ancora più dettagliato e soprattutto ancora più grave il rapporto pubblicato da Calais Migrant Solidarity, che calcola 18 vittime.

– 30 gennaio. Un diciassettenne iraniano resta ucciso mentre tenta di saltare su un tir per attraversare clandestinamente il confine con il Regno Unito

– 3 febbraio. Un iraniano di 30 anni ucciso da una pallottola che gli attraversa il petto durante alcuni disordini scoppiati nella zona industriale Marcel Doret

– 9 marzo. Albanese pugnalato e ucciso lungo l’autostrada alla periferia di Calais

– 12 marzo. Un profugo etiopico, Mesfin Germa, investito e ucci da un camion, durante la notte, presso un’area di servizio, lungo l’autostrada A-26. L’autista nn si ferma dopo l’incidente.

– 14 marzo. Senay Berha, un giovane profugo fuggito dall’Etiopia, trovato morto, verso mezzogiorno, nel fiume che scorre vicino a un accampamento di migranti, conosciuto come “Campo degli Eritrei”. Scomparso dal alcuni giorni, era stato dato per disperso. Ignote le circostanze precise in cui ha perso la vita.

– 15 marzo. Un giovane etiopico resta ucciso cadendo e urtando violentemente la testa mentre cerca di salire e nascondersi su un camion per passare il confine e raggiungere l’Inghilterra.

– 5 maggio. Mengs Medhane, un eritreo di appena 16 anni, muore cercando di saltare su un tir diretto verso il tunnel della Manica.

– 23 maggio. Youssef Aroun, 19 anni, sudanese, muore cadendo dall’assale di un bus turistico a cui si era aggrappato per cercare di passare il confine e raggiungere di nascosto il Regno Unito.

– 23 luglio. Ahmed Abdullah, sudanese, appena sedicenne, riesce a passare il confine tra Francia e Inghilterra nascosto sotto un pullman di turisti, ma muore poco dopo, in territorio britannico: cade e resta schiacciato dalle ruote.

– 26 settembre. Un giovane sudanese muore cadendo nel canale di Calais: due suoi amici si sono gettati in acqua per cercare di salvarlo ma sono riusciti soltanto a recuperarne il corpo ormai privo di vita.

– 7 ottobre. Sono di due giovani siriani, Mouaz e Shadi, ventiduenni, i corpi trovati separatamente, a centinaia di miglia da Calais, in Olanda e in Norvegia, oltre nove mesi prima e rimasti sconosciuti. I due ragazzi, scomparsi improvvisamente da Calais, erano stati dati per dispersi. Secondo le indagini, sono annegati mentre tentavano di raggiungere a nuoto l’Inghilterra e le correnti li hanno poi trasportati sulle spiagge molto più a est.

– 20/21 ottobre. Nithsu, una ragazza etiope appena sedicenne che si faceva chiamare Sara, muore investita da un’auto mentre attraversa l’autostrada A-16, all’altezza di Marck, per cercare di salire su un camion.

– 24/28 ottobre. Mohammed Ali Duda, trentottenne sudanese in fuga dal Darfur, salta da un ponte su un camion con l’intento di tagliare il telone e nascondersi all’interno, ma scivola a terra e resta gravemente ferito. Muore quattro giorni dopo in ospedale.

– 25 ottobre. Afom, 26 anni, eritreo, muore nell’ospedale di Calais, dopo nove giorni di coma, per le ferite riportate finendo investito dal camion sul quale aveva cercato di saltare per passare il confine.

– 19 novembre. Due giovani profughi restano uccisi nell’incendio sviluppatosi sul camion, partito da Dunkerque e diretto in Inghilterra, sul quale si erano nascosti per passare il confine.

– 1 dicembre. Un profugo eritreo viene trovato morto sull’autostrada A-16, in direzione Calais-Boulogne. Probabilmente è stato investito da un camion ma l’autista non deve essersi accorto dell’incidente o comunque non si è fermato.

– Prima settimana di dicembre. Un sudanese trovato morto lungo l’autostrada

– 12 dicembre. Un sudanese muore schiacciato dalle ruote del camion sotto il quale si era nascosto ed aveva passato il confine tra Francia e Inghilterra. L’autista si era fermato al margine dell’autostrada M-25 in territorio britannico ma è ripartito proprio mentre il giovane, approfittando della sosta, aveva tentato di saltare giù.