UN MURO NEL CUORE DELL’EUROPA:LE VITTIME A CALAIS DAL 2014 A OGGI

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Chilometri di cemento e filo spinato tra la Bulgaria e la Turchia o alla frontiera greco-turca, sul fiume Evros, così come intorno alle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, in Marocco, oppure, più di recente, tra l’Ungheria e la Serbia. Ma non sono sorti solo ai confini europei questi muri: c’è una barriera pressoché insormontabile anche nel cuore stesso dell’Europa, a Calais, tra la Francia e il regno Unito. Una barriera militarizzata, voluta soprattutto da Londra, fatta di controlli di polizia stringenti, pattugliamenti continui, recinzioni, blocchi, respingimenti e che, tra non molto, sarà rinforzata da un altro muro di cemento e filo spinato nel tratto finale dell’autostrada che conduce al tunnel della Manica: milioni di sterline di spesa, per “proteggere” i Tir dai migranti che cercano di salire in corsa, di nascosto. E anche questa barriera, come tutte le altre, produce morte e sofferenza. Decine di vittime ogni anno. Nella quasi totale indifferenza.

Vittime dal gennaio 2014 a oggi: 59 

La cronaca anno per anno

 

Anno 2016, morti: 13

10 febbraio. Afghano trovato morto nella baia di Calais

Un giovane profugo afghano viene trovato morto nella baia di Calais, poco lontano dal porto. La sua scomparsa era stata segnalata nei giorni precedenti da alcuni amici che vivevano con lui nella “jungla” di capanne e alloggi di fortuna sorta alle porte della città. La polizia lo considerava disperso. Non è escluso che abbia tentayo di raggiungere a nuoto uno dei traghetti diretti in Inghilterra e sia morto annegato.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

2 marzo. Trovato morto in una tenda

Un profugo muore nella tenda di fortuna dove alloggiava nella jungla di Calais. A trovare il corpo e a dare l’allarme sono stati altri profughi alloggiati come lui in rifugi improvvisati. E’ probabile che la morte sia stata provocata dal freddo e dai disagi delle condizioni di vita nell’enorme baraccopoli.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

31 marzo. Profugo afghano travolto e ucciso da un tir

Un giovane profugo fuggito dall’Afghanistan viene travolto e ucciso da un tir sull’autostrada A-16, alle porte di Calais. Probabilmente stava raggiungendo a piedi l’area di servizio dell’Eurotunnel dalla baraccopoli della “giungla”, per cercare di saltare su uno dei tir in procinto di essere caricati sulla navetta ferroviaria, approfittando del buio della notte. Aveva 22 anni.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

1 aprile. Profugo muore sotto al camion dove era nascosto

Un profugo muore poco dopo essere arrivato in Inghilterra, passando il confine nascosto su un tir. Veniva dal campo di Grande Synthe, nella giungla di Calais, ed era riuscito a saltare sul tir probabilmente all’altezza o nei pressi dell’area di servizio dell’Eurotunnel. Si era nascosto sotto il veicolo, aggrappato all’assale, ed è riuscito a percorrere tutto il tunnel sotto la Manica ed a superare anche i controlli in Inghilterra. Poco dopo lo sbarco, però, il tir ha avuto un grave incidente e l’uomo è rimasto incastrato tra le ruote, morendo poco dopo per le ferite.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

9 maggio. Muore sull’autostrada vicino al porto di Calais

Un profugo pachistano è rimasto ucciso in un incidente sull’autostrada che conduce al porto di Calais. Era quasi arrivato all’area di servizio, dove sostano i tir in attesa di essere imbarcati sulle navette ferroviarie quando è stato travolto da un’auto. E’ morto poco dopo per le ferite.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

29 maggio. Travolto e ucciso da un tir

Un profugo resta ucciso sull’autostrada di Calais. Ignota la sua identità: si è potuto stabilire solo che era afghano. L’incidente è avvenuto nei pressi dell’area di servizio portuale. L’uomo è stato investito da un tir in transito. Probabilmente l’autista non lo ha visto camminare o fermo al margine della carreggiata a causa dell’oscurità. E’ morto sul colpo.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

4 luglio. Travolto e ucciso sull’autostrada

Trovato nei pressi di uno svincolo dell’autostrada il corpo senza vita di un profugo. Non si è riusciti a stabilire né l’identità precisa della vittima, né le circostanze esatte e le cause dell’incidente in cui l’uomo è rimasto ucciso. Presumibilmente si tratta di un caso simile a numerosi altri in quel tratto di autostrada: il giovane deve essere stato investito mentre cercava di raggiungere l’area di servizio portuale riservata ai camion in attesa di essere caricati sulle navette ferroviarie.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

12 luglio. Giovane eritrea uccisa da un tir

Una giovane eritrea è rimasta vittima di un incidente sull’autostrada di Calais mentre cercava di raggiungere l’area di servizio riservata ai camion diretti in Inghilterra. Travolta da un tir, è morta quasi all’istante per le ferite. Appare evidente che volesse tentare di salire su uno degli autocarri in partenza.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)

18/20 luglio. Profugo trovato morto in autostrada

Trovato lungo la carreggiata dell’autostrada 16, nei pressi di Calais, il corpo senza vita di un giovane. Secondo la polizia si tratta di un profugo rimasto vittima di un incidente mentre attraversava la strada o caduto dal tir dove era salito di nascosto per cercare di raggiungere l’Inghilterra. Indosso non aveva documenti e non sono stati trovati né testimoni né persone che lo conoscessero, anche se magari solo di vista. Non è stato così possibile stabilirne la nazionalità né tantomeno l’identità.

(Fonte: Rfi online, edizione del 26 luglio)

25/26 luglio. Etiope ucciso in una rissa

Un profugo fuggito dall’Etiopia è rimasto ucciso in una grossa rissa scoppiata nell’enorme baraccopoli sorta nei pressi di Calais tra un gruppo di sudanesi, eritrei ed etiopi ed un gruppo di afghani. Negli scontri altri sei profughi sono rimasti feriti, alcuni anche in modo grave. Non è escluso che la causa vada ricercata in contrasti sorti tra le diverse etnie nella “gestione” della giungla di baracche e tende improvvisate, dove vivono migliaia di migranti in attesa di trovare il modo di  salire su uno dei camion diretti nel Regno Unito attraverso l’Eurotunnel.

(Fonte: Rfi online)

23/24 agosto. Sudanese muore in una rissa, almeno 15 feriti

Un morto e numerosi feriti in una gigantesca rissa scoppiata nei pressi della giungla di Calais tra profughi sudanesi ed afghani, durante la notte tra il 23 e il 24 agosto. La vittima è un giovane sudanese e sudanesi sono anche buona parte dei feriti. Gli scontri sono cominciati nella zona compresa tra il campo e l’autostrada A-16, dove ogni notte si ammassano centinaia di migranti che sperano di poter saltare, senza essere visti, su uno dei Tir diretti in Inghilterra. Anche in passato ci sono state risse di questo genere, scatenate probabilmente, da questioni di “rivalità e concorrenza” nella corsa ai camion sui quali nascondersi. Mai tuttavia gli scontri hanno assunto le proporzioni e la violenza di questa. La polizia e i vigili del fuoco accorsi sul posto hanno contato almeno quindici feriti rimasti quasi esanimi sul terreno. Tra loro, il sudanese morto poi in ospedale due ore dopo il ricovero: aveva trent’anni.

I servizi di vigilanza sono stati rinforzati dalla gendarmeria per prevenire gli “assalti” ai tir in transito. Mobilitati anche i pompieri, perché spesso vengono incendiati i bordi dell’autostrada per costringere i camion a rallentare a causa del fumo. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, tuttavia, vengono segnalati ogni notte dai cinque ai venti tentativi di salire sui Tir in transito verso la zona d’imbarco sulle navette ferroviarie.

(Fonte Breibart e Associated Press)

16 settembre. Quattordicenne afghano schiacciato da un tir1

Un quattordicenne afgano, Raheemullah Oryakhel, resta schiacciato dal Tir sul quale stava cercando di saltare e nascondersi, nei pressi dell’Eurotunnel di Calais, per passare il confine francese  e raggiungere l’Inghilterra, dove vive da tempo il fratello maggiore. Le circostanze e la dinamica sono le stesse di numerose altre tragedie analoghe accadute nei pressi dell’area di servizio riservata ai camion e  lungo l’autostrada A-16 che conduce ai posti di imbarco sulle navette ferroviarie. Il ragazzino ha tentato l’avventura insieme a un cugino diciassettenne. Sul Tir in transito, diretto verso il tunnel della Manica, era salito per primo proprio quest’ultimo, con l’intento di aiutare poi il cugino minore a salire a sua volta sul mezzo in movimento. Quando Raheemullah ha tentato il salto, però, probabilmente gli è sfuggita la presa ed è scivolato, finendo sotto le ruote.

La particolarità della nuova tragedia sta nella giovanissima età della vittima, la più giovane mai registrata finora a Calais e, soprattutto, nel fatto che il quattordicenne aveva fatto la richiesta di ricongiungimento familiare con il fratello, contando – come prevedono i regolamenti – che proprio in considerazione della sua giovanissima età la domanda sarebbe stata accolta. Ha aspettato per mesi una risposta, vivendo nella jungla di Calais (dove tutti lo ricordano come un ragazzino gentile e disponibile) e poi, frustrato dalla mancanza di qualsiasi notizia, ha deciso di sfidare la sorte con un ingresso clandestino, come fanno ogni notte decine di profughi. Una decisione che gli è stata fatale. Proprio mentre Londra ha stanziato milioni di sterline per innalzare un muro di cemento e filo spinato lungo l’autostrada, in territorio francese, rendendo ancora più difficile e rischiosa la fuga dei profughi.

Si tratta – hanno riferito i giornali e diverse Ong francesi e inglesi – della tredicesima vittima a Calais dall’inizio dell’anno. Il terzo minorenne.

(Fonte: The Guardian, Daily Mail)

NOTE

1 – I media e varie Ong francesi ed inglesi sono concordi nell’asserire che il quattordicenne afghano morto il 16 settembre è la tredicesima vittima a Calais dall’inizio del 2016. Il terzo minorenne. Il primo di questi tre è la ragazzina eritrea uccisa da un tir in luglio; delle circostanze della morte del secondo (identità, provenienza, luogo, dinamica) i media non fanno cenno e anche il dossier Nuovi Desaparecidos, fino a questa tragedia, non lo ha registrato. Vista la generale concordia nell’asserire  che dal primo gennaio al 16 settembre ci sono state  13 vittime (tra cui 3 minorenni), si è ritenuto di tenerne conto, pur in mancanza di particolari sull’episodio.

 

Anno 2015, morti: 26

29 luglio: 14 morti da febbraio

Diversi giornali (in particolare Liberation con numerosi servizi) riferiscono che da febbraio alla fine di luglio 13 profughi sono morti nel tentativo di salire su un tir o su una navetta ferroviaria dell’Eurotunnel. Le vittime salgono a 14 tenendo conto anche di un ragazzo rimasto ucciso alla Gare du Nord a Parigi. A parte un caso registrato nel mese di febbraio, gli incidenti mortali si concentrano nei mesi di giugno e luglio.

– 14 febbraio. Un giovane etiopico viene trovato morto tra le dune vicino a Calais. Sul corpo non ci sono tracce di violenza. Il referto del medico legale parla di “cause naturali”. E’ probabile che sia morto di freddo e di stenti. Si chiamava Wubeshet, veniva dall’Etiopia e aveva 26 anni.

– 1 giugno. Un giovane profugo viene investito da un’auto e muore sul colpo mentre cerca di attraversare l’autostrada di Calais insieme ad altri uomini. I suoi compagni dicono di non conoscerne l’identità: sono solo che aveva circa 23 anni e veniva dall’Etiopia.

– 26 giugno. Un giovane profugo etiopico muore nei pressi dell’Eurotunnel mentre salendo su un treno in corsa: riesce a raggiungere una navetta ma perde l’equilibrio e viene proiettato per la velocità contro un pilone in cemento, rimanendo ucciso sul colpo. Si chiamava Getenet, aveva 26 anni.

– 29 giugno. Una giovane eritrea, Zebiba, 23 anni, muore falciata da un’auto, la notte tra il 29 e il 30 giugno, mentre cerca di attraversare l’autostrada tra Calais e Marck.

– 4 luglio. Samir, un bimbo eritreo, muore poco dopo essere venuto al mondo: non aveva ancora un giorno di vita. La mamma, una ragazza di vent’anni, era scivolata accidentalmente dal camion con cui sperava di raggiungere l’Inghilterra: la caduta non le aveva provocato ferite gravi ma è stata la causa di un parto prematuro (22 settimane) che è risultato fatale al neonato.

– 7 luglio. Un uomo viene ritrovato morto su una navetta dal personale di sorveglianza, durante l’ispezione di un  treno che sta per imboccare l’Eurotunnel. Si chiamava Abd El Majed, 45 anni, sudanese. Stando ai documenti ritrovati, era padre di due figli piccoli rimasti in Sudan.

– 13/14 luglio. Un sudanese resta ucciso mentre cerca di entrare nell’Eurotunnel per raggiungere l’Inghilterra.

– 17 luglio. Mohammad, un pachistano di 23 anni, resta fulminato dall’alta tensione toccando accidentalmente un cavo elettrico nei pressi dell’ingresso dell’Eurotunnel. Quello stesso giorno altri 3 migranti restano gravemente feriti in circostanze analoghe, quasi nello stesso punto.

– 19 luglio. Un ragazzo eritreo di 17 anni, Houmed, annega nel bacino di sicurezza del tunnel, destinato a raccogliere l’acqua piovana. Non è chiaro se il giovane vi sia caduto accidentalmente o se abbia cercato di attraversarlo a nuoto per raggiungere la ferrovia. Sta di fatto che non è più stato in grado di uscire perché il bacino, profondo quattro metri e quasi sempre colmo, non ha sponde accessibile ma è circondato da un muro. La sua morte viene scoperta quando una pattuglia del personale di sicurezza trova il corpo senza vita durante un’ispezione di controllo.

– 23 luglio. Ahmed Osman, un ragazzo eritreo di 17 anni, viene investito e stritolato da un camion inglese al terminal britannico di Folkeston, mentre cerca di scendere dal treno, dopo essere riuscito ad attraversare senza intoppi l’Eurotunnel.

– 23 luglio. Un sedicenne egiziano muore folgorato dall’alta tensione alla Gare du Nord, a Parigi, mentre cerca di saltare sull’Euro Star diretto a Londra attraverso il tunnel della Manica.

– 24 luglio. Una giovane profuga eritrea viene investita e uccisa sull’autostrada A-16, vicino a Calais, mentre cerca di raggiungere a piedi l’Eurotunnel. Si chiamava Ganet, aveva 23 anni.

– 28 luglio. Un profugo pakistano muore in seguito a un incidente nel tunnel. Ignote le circostanze precise. Il corpo viene trovato dal personale di servizio. Si chiamava Sadik, avewva 30 anni.

– 29 luglio. Un sudanese di 23 anni, Saleh, muore schiacciato da un tir in uscita da una delle navette dell’Eurotunnel. Secondo la polizia stava cercando di salire e nascondersi su un camion per poter attraversare la galleria sotto la Manica. Nessuno sul momento si accorge dell’incidente. Il corpo viene trovato più tardi da personale che gestisce l’Eurotunnel e dai vigili del fuoco. Non è chiaro se il giovane abbia effettuato il suo tentativo da solo o con altri migranti. La notte successiva, almeno 1.500 migranti assaltano il terminal dell’Eurotunnel nella speranza di trovare il modo di raggiungere l’Inghilterra.

Negli ultimi cinque mesi dell’anno, da agosto a dicembre, secondo il rapporto del Calais Migrant Solidarity, si registrano altre dieci vittime, due in più di quanto riferito dalle cronache dei principali giornali. Di seguito una breve cronaca dei singoli casi. 

15 settembre. Annega un migrante marocchino a Calais

Un giovane migrante marocchino annega nel tentativo di raggiungere a nuoto il ferry per l’Inghilterra, alla fonda nel porto di Calais, per salirvi a bordo di nascosto. Il suo corpo privo di vita viene ritrovato cinque giorni dopo, il 20 settembre, a Gravelines, anche in seguito alle ricerche scattate su segnalazione di alcuni compagni che erano a conoscenza della sua intenzione di nascondersi sul ferry e che lo avevano perso di vista. E’ probabile che per sfuggire alla sorveglianza il giovane si sia gettato in acqua verso l’imboccatura del porto, pensando di poter raggiungere poi la parte più interna ma il mare mosso e le forti correnti ne hanno vinto le forze. Si chiamava Hichan e aveva 22 anni.

Insieme con Hichan aveva tentato di raggiungere a nuoto il traghetto anche un amico, recuperato qualche ora dopo e ricoverato in ospedale in stato di semi-incoscienza per una forte ipotermia

(Fonte: Liberation, Nord Litoral, rapporto Calais Migrant)

17 settembre. Profugo siriano folgorato

Un giovane migrante siriano – Eyas, di 23 anni – muore folgorato dall’alta tensione, nei pressi dell’imbocco del tunnel ferroviario, mentre cerca di salire in corsa su un treno merci diretto in Inghilterra. Nel tentativo di saltare su una navetta deve aver accidentalmente toccato un cavo elettrico. Nessuno, sul momento, si accorge del nuovo incidente. Il corpo viene trovato poco dopo dal personale dell’Eurotunnel.

(Fonte: Liberation, Repubblica e Globalist).

24 settembre. Sudanese investito e ucciso da un treno

Un giovane sudanese – Adam, di 22 anni – muore travolto da un treno proveniente dall’Inghilterra all’imbocco francese dell’Eurotunnel. Stando a quanto accertato dal personale di servizio, dopo essere riuscito ad eludere la sorveglianza allo scalo di Calais, il ragazzo aveva raggiunto l’ingresso del tunnel e stava cercando di entrare per poi salire di nascosto su un treno diretto a Folkeston.

(Fonte: Liberation).

29 settembre. Iracheno schiacciato dal rimorchio di un camion

Un giovane profugo iracheno – Omar, di 20 anni – muore schiacciato dal rimorchio di un camion. L’incidente avviene verso le 7,30 del mattino durante le operazioni di carico, nell’area di servizio dell’interporto, in direzione dell’autostrada A-16 per Calais. Presumibilmente il giovane stava cercando di nascondersi tra il carico del camion, per poter poi salire di nascosto sul treno-navetta dell’Eurotunnell diretto in Inghilterra. Il personale si è subito accorto dell’incidente ed ha cercato di prestare soccorso ma il giovane è morto all’istante.

(Fonte: Liberation e Nord Litoral)

30 settembre. Giovane eritreo travolto da un treno

Un giovane eritreo viene travolto e ucciso da un treno, durante la notte tra il 30 settembre e il primo ottobre, all’imbocco di Calais dell’Eurotunnel. Si chiamava Berihu ed aveva 23 anni. Ad investirlo è stato probabilmente lo stesso treno su cui voleva cercare di salire per raggiungere l’Inghilterra. Il suo corpo viene trovato qualche ora più tardi, ormai esanime, sulla banchina di servizio del tunnel.

(Fonte: Liberation e Nord Litoral).

15 ottobre. Profuga siriana uccisa sull’autostrada A-16

Una giovane profuga siriana – Nawal, di 26 anni – muore dopo essere stata investita, verso le 21,30, sull’autostrada A-16, nei pressi di Calais, a breve distanza dall’area di servizio del tunnel della Manica, che sperava di poter raggiungere a piedi con il favore del buio, insieme al figlio, un bambino di 9 anni. I soccorsi arrivano quasi subito perché a breve distanza si trova il centro operativo antincendio dell’Eurotunnel: la donna viene portata in ospedale a Calais ma muore durante la notte. Il figlio, che teneva per mano quando è stato investito, non ha riportato ferite gravi.

(Fonte: Liberation e Nord Litoral)

15/16 ottobre. Profugo travolto da un treno nell’Eurotunnel a Calais

Un giovanissimo immigrato afgano – Nasratullah, di appena 16 anni – viene travolto da un treno merci proveniente dalla Gran Bretagna. Inizialmente non si riesce a identificare la vittima perché – spiegano i vigili del fuoco francesi – “il corpo è stato trascinato per oltre 400 metri”. Solo qualche ora più tardi vengono trovati alcuni documenti che appartenevano al ragazzo. La notizia viene riferita da Le Monde e da Le Matin online e ripresa in Italia dall’agenzia Ansa.

(Fonte: Le Monde, Liberation, Agenzia Ansa)

26 ottobre. Travolto e ucciso vicino al tunnel

Un’auto travolge un gruppo di quattro giovani profughi, due siriani e due palestinesi, nei pressi dell’Eurotunnel. Uno resta ucciso. Gli altri, feriti, vengono ricoverati in ospedale. Non sono chiare le circostanze dell’incidente: è probabile che i quattro percorressero a piedi l’autostrada con l’intenzione di saltare su uno dei camion diretti in Inghilterra.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity)  

2 dicembre. Eritreo travolto e ucciso sull’autostrada

Un giovane profugo eritreo viene travolto e ucciso da una macchina, durante la notte, sull’autostrada di Calais. L’ipotesi più accreditata è che stesse cercando di attraversare o che camminasse lungo una delle corsie per cercare di raggiungere l’area di servizio dell’Eurotunnel e di salire poi di nascosto su uno dei tir diretti in Inghilterra.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity).

3 dicembre. Sudanese ucciso da un’auto vicino all’Eurotunnel

Un minorenne sudanese muore nei pressi dell’Eurotunnel dopo essere stato investito da un’auto sull’autostrada. Sembra la “replica” dell’incidente che la notte precedente ha provocato la morte di un ragazzo eritreo, quasi nello stesso punto dell’autostrada, vicino allo svincolo che porta all’area di servizio del tunnel della Manica.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity).

8 dicembre. Pugnalato nella “jungla” di Calais

Un sudanese venticinquenne muore per una pugnalata nella “jungla” di Calais, l’enorme accampamento spontaneo sorto ai margini della città che ospita migliaia di profughi e migranti in attesa di trovare il sistema per raggiungere l’Inghilterra attraverso l’Eurotunnel. Ignote le circostanze precise dell’omicidio.

(Fonte: rapporto Calais Migrant Solidarity) 

28 dicembre. Iraniano muore su un tir diretto all’Eurotunnel

Un profugo iraniano muore in un incidente sull’autostrada A-16 a bordo di un tir diretto verso l’Eurotunnel. Nel tentativo di raggiungere l’Inghilterra, il giovane era salito di nascosto, insieme a due compagni, anch’essi iraniani, sul piano di carico del semirimorchio dell’automezzo, che poco dopo ha imboccato l’A-16 in direzione del Belgio. Durante il viaggio, temendo che il tir non stesse andando verso Calais, ha sollevato il telone di copertura sul lato destro e si è sporto per controllare il senso di marcia ma ha urtato violentemente la testa contro il pilone di un cavalcavia, restando ucciso sul colpo. I due compagni hanno tirato il corpo all’interno del semirimorchio. Il trambusto ha richiamato l’attenzione del camionista, che si è fermati alla prima stazione di servizio per controllare il piano di carico, scoprendo così quello che era accaduto ed informando subito la polizia. I due compagni del ragazzo morto sono stati trattenuti per gli accertamenti di legge sull’incidente.

(Fonte: La Voix du Nord, El Diario Es.).

 

Anno 2014, morti: 20

Gennaio 2015.

Human Rights Watch

Human Rights Watch pubblica un rapporto sulla pesante situazione dei profughi bloccati a Calais in attesa di riuscire a imbarcarsi su un traghetto di linea o una nave qualsiasi oppure di attraversare in qualche modo l’Eurotunnel per raggiungere l’Inghilterra. Il dossier sottolinea in particolare le violenze e i maltrattamenti della polizia francese e le condizioni disperate dei quattro grossi accampamenti di fortuna dove vivono circa 2.300 migranti, uomini e donne. Un quadro analogo traccia l’Unhcr, che parala di “condizioni totalmente inaccettabili per gli standard di una società democratica” e di “situazione vergognosa nel cuore della Ue”.

Le vittime. Non mancano le vittime. Secondo varie associazioni locali – riferisce La Repubblica – nel corso del 2014 ci sono stati 14/15 morti nel tentativo di passare la Manica. In particolare vengono citati due casi:

–  21  ottobre. Nitsuh, una ragazza etiope appena sedicenne, che si faceva chiamare Sara, muore investita da un’auto mentre attraversa l’autostrada A 16, all’altezza di Marck, per cercare un camion su cui tentare di salire.

– 24/28 ottobre. Mohammad Ali Douda, trentottenne sudanese, in fuga dal Darfur, salta da un ponte su un camion, con l’intento di tagliare il telone e nascondersi all’interno, ma scivola a terra e resta gravemente ferito. Muore quattro giorni dopo in ospedale.

Calais Migrant Solidarity

Ancora più dettagliato e soprattutto ancora più grave il rapporto pubblicato da Calais Migrant Solidarity, che calcola 18 vittime.

– 30 gennaio. Un diciassettenne iraniano resta ucciso mentre tenta di saltare su un tir per attraversare clandestinamente il confine con il Regno Unito

– 3 febbraio. Un iraniano di 30 anni ucciso da una pallottola che gli attraversa il petto durante alcuni disordini scoppiati nella zona industriale Marcel Doret

– 9 marzo. Albanese pugnalato e ucciso lungo l’autostrada alla periferia di Calais

– 12 marzo. Un profugo etiopico, Mesfin Germa, investito e ucci da un camion, durante la notte, presso un’area di servizio, lungo l’autostrada A-26. L’autista nn si ferma dopo l’incidente.

– 14 marzo. Senay Berha, un giovane profugo fuggito dall’Etiopia, trovato morto, verso mezzogiorno, nel fiume che scorre vicino a un accampamento di migranti, conosciuto come “Campo degli Eritrei”. Scomparso dal alcuni giorni, era stato dato per disperso. Ignote le circostanze precise in cui ha perso la vita.

– 15 marzo. Un giovane etiopico resta ucciso cadendo e urtando violentemente la testa mentre cerca di salire e nascondersi su un camion per passare il confine e raggiungere l’Inghilterra.

– 5 maggio. Mengs Medhane, un eritreo di appena 16 anni, muore cercando di saltare su un tir diretto verso il tunnel della Manica.

– 23 maggio. Youssef Aroun, 19 anni, sudanese, muore cadendo dall’assale di un bus turistico a cui si era aggrappato per cercare di passare il confine e raggiungere di nascosto il Regno Unito.

– 23 luglio. Ahmed Abdullah, sudanese, appena sedicenne, riesce a passare il confine tra Francia e Inghilterra nascosto sotto un pullman di turisti, ma muore poco dopo, in territorio britannico: cade e resta schiacciato dalle ruote.

– 26 settembre. Un giovane sudanese muore cadendo nel canale di Calais: due suoi amici si sono gettati in acqua per cercare di salvarlo ma sono riusciti soltanto a recuperarne il corpo ormai privo di vita.

– 7 ottobre. Sono di due giovani siriani, Mouaz e Shadi, ventiduenni, i corpi trovati separatamente, a centinaia di miglia da Calais, in Olanda e in Norvegia, oltre nove mesi prima e rimasti sconosciuti. I due ragazzi, scomparsi improvvisamente da Calais, erano stati dati per dispersi. Secondo le indagini, sono annegati mentre tentavano di raggiungere a nuoto l’Inghilterra e le correnti li hanno poi trasportati sulle spiagge molto più a est.

– 20/21 ottobre. Nithsu, una ragazza etiope appena sedicenne che si faceva chiamare Sara, muore investita da un’auto mentre attraversa l’autostrada A-16, all’altezza di Marck, per cercare di salire su un camion.

– 24/28 ottobre. Mohammed Ali Duda, trentottenne sudanese in fuga dal Darfur, salta da un ponte su un camion con l’intento di tagliare il telone e nascondersi all’interno, ma scivola a terra e resta gravemente ferito. Muore quattro giorni dopo in ospedale.

– 25 ottobre. Afom, 26 anni, eritreo, muore nell’ospedale di Calais, dopo nove giorni di coma, per le ferite riportate finendo investito dal camion sul quale aveva cercato di saltare per passare il confine.

– 19 novembre. Due giovani profughi restano uccisi nell’incendio sviluppatosi sul camion, partito da Dunkerque e diretto in Inghilterra, sul quale si erano nascosti per passare il confine.

– 1 dicembre. Un profugo eritreo viene trovato morto sull’autostrada A-16, in direzione Calais-Boulogne. Probabilmente è stato investito da un camion ma l’autista non deve essersi accorto dell’incidente o comunque non si è fermato.

– Prima settimana di dicembre. Un sudanese trovato morto lungo l’autostrada

– 12 dicembre. Un sudanese muore schiacciato dalle ruote del camion sotto il quale si era nascosto ed aveva passato il confine tra Francia e Inghilterra. L’autista si era fermato al margine dell’autostrada M-25 in territorio britannico ma è ripartito proprio mentre il giovane, approfittando della sosta, aveva tentato di saltare giù.