PROFUGHI, CHE COSA ACCADE NEGLI ALTRI PAESI? Il caso della Grecia

Le scelte fatte per fronteggiare la cosiddetta “crisi migratoria” da parte dell’Unione Europea, dei singoli Stati che la compongono o di Stati di altre parti del mondo, si scontrano non di rado con i diritti dei profughi e il rispetto dei trattati e del diritto internazionale. Si tratta, talvolta, di violazioni o sospette violazioni che provocano l’intervento della magistratura ordinaria oppure di altre istituzioni giuridiche o politiche. Quello che segue è un estratto di una raccolta (ovviamente non esaustiva) di alcuni casi significativi. Un dossier ad opera di Emilio Drudi

Grecia (Lesbo). “Condannato” in tribunale il rimpatrio forzato in Turchia

Il Tribunale di Lesbo ha accolto il ricorso di un profugo siriano, bloccandone il rimpatrio forzato in Turchia e “condannando” di fatto l’accordo da sei miliardi sottoscritto tra l’Unione Europea e Ankara per il controllo dell’immigrazione verso la Grecia e il respingimento coatto dei richiedenti asilo arrivati irregolarmente dopo il 20 marzo. La sentenza è stata pronunciata dopo che circa 400 richiedenti asilo sono già stati rimandati in Turchia dalla Grecia. Tra questi 400 “respinti” non c’è alcun profugo siriano: sono in maggioranza iracheni e afghani. I primi siriani in lista per la “deportazione” sarebbero stati probabilmente quelli del gruppo di cui faceva parte il giovane che ha presentato il ricorso poi accolto dal Tribunale.

La decisione dei giudici di Lesbo può diventare un precedente che mette in discussione l’intero accordo Europa-Turchia. Gauri van Gulik, vicedirettore per l’Europa di Amnesty International, non sembra avere dubbi: “Al primo vero test, l’accordo Eu-Turchia si è sbriciolato”. Lo stesso parere hanno espresso numerosi media greci, asserendo che la sentenza può provocare un effetto a valanga. Più cauti ma dello stesso tono i commenti del Governo di Atene. “Dobbiamo esaminare la sentenza – ha dichiarato al Guardian di Londra Yannis Mouzalas, viceministro per le politiche migratorie – I giudici agiscono autonomamente, ma se hanno preso questa decisione noi ci troveremo in una situazione davvero difficile”.

Bloccata l’espulsione di 35 profughi. Come era prevedibile, la sentenza del Tribunale di Lesbo ha fatto da “apripista”: circa due settimane dopo, il 6 giugno, il Consiglio d’appello ha accolto il ricorso di 35 profughi e ne ha bloccato l’espulsione, asserendo che la Turchia è “un paese non sicuro

(Fonte: The Guardian del 20 maggio 2016; El Diario Es del 21 maggio 2016; Ekathimerini, edizione dell’8 giugno 2016).

Grecia. Accordo Ue-Turchia: ricorso alla Suprema Corte Europea

Due profughi siriani hanno presentato ricorso alla Suprema Corte Europea per chiedere di annullare l’accordo sul blocco dell’immigrazione sottoscritto da Bruxelles e Ankara. I motivi del ricorso non sono stati resi noti ufficialmente dai due promotori e dai loro legali ma, stando alle notizie di stampa, la “sostanza” dovrebbe essere che il nuovo patto tra l’Unione Europea e la Turchia non garantisce una protezione adeguata ai rifugiati, violandone i diritti e mettendo a rischio la loro incolumità e la loro libertà.

E’ il secondo ricorso presentato alla Suprema Corte contro l’accordo tra Bruxelles e Ankara: il primo risale all’inizio di giugno, su iniziativa di un profugo gay siriano, il quale ha eccepito che riconsegnarlo alla Turchia o alla Siria lo esporrebbe a un grave pericolo.

(Fonte: Hurriyet Daily News, 8 giugno 2016)

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